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Tv: Ruffini, “Fazio-Saviano, Mentana, Gruber, Crozza, Lerner… Chi arriverà a la7 la comprerà proprio per questo valore”

 

Fazio e Saviano. Volti noti per Paolo Ruffini, direttore di rete che prima di sbarcare a la7 ha diretto a lungo quella Raitre che ha ospitato “Vieni via con me”. 29% di share. Troppo poco evidentemente per la Rai che non ha confermato il programma.  Lo abbiamo intervistato.

Ruffini, in primo luogo, come si dice in gergo, complimenti per le trasmissioni. Ma la prima domanda è questa: è stato emozionante per lei, ma anche difficile, lavorare con persone di grido come Fazio e Saviano, per lei quasi  sconosciute?
“Be’… si può dire che erano due mie “vecchie conoscenze”, e che è stato molto bello ritrovarle proprio per la condivisione di idee sulla televisione e sul mondo che ci ha accompagnato nel cammino in quella che posso definire “un’altra mia vita”. Sono proprio le difficoltà e le battaglie che si combattono insieme che poi cimentano dei legami”.

Tra le prime reazioni qualcuno ha detto che in Rai ci sarebbe qualche settore che si è innamorato dell’iniziativa e vorrebbe rubare a La7 il programma. Come risponde?
“Rispondo che, in questo momento, questo progetto è stato possibile perché c’era una rete libera. Questo forse andrebbe ricordato. Per un verso mi sembra tardivo accorgersi della bellezza delle cose dopo averle rifiutate. Per un altro verso fa anche piacere che si riconoscano gli errori. Ma questo programma senza La7 non ci sarebbe stato, e forse non ci sarebbe stato nemmeno questo ripensamento tardivo. Sul futuro vedremo. Dipenderà dalla disponibilità dei gruppi di lavoro. Molti tengono a questo progetto, io per primo”.

 E a chi dice che il 13% di share è poco e che su Rai 3 era stato maggiore?
“A chi dice che il 13% è poco, dico che forse non conosce la televisione. Stiamo parlando di una rete molto più piccola. Se guardiamo al risultato, vediamo come questo sia il miglior risultato di sempre per lo share di questa rete. Non mi pare che sia una lettura corretta del dato. Piuttosto di dovrebbe riflettere, forse, sul fatto che La7 ha superato Rai 1”.

 Ruffini, per concludere, lei è alla guida di un incrociatore, il cui armatore sta cambiando, e ciò dovrebbe avvenire a breve. Come si sente il nocchiero di questo vascello lanciato a buona velocità, ma che non ha chiaro nè l’itinerario nè il porto di arrivo?
“In realtà questo vascello ha chiaro sia l’itinerario che il porto di arrivo, che è quello di fare buona televisione continuando su questa rotta. Forse non c’è un punto di arrivo, ma la rotta continua. E al di là di me – io sono arrivato da poco -. Il fatto è che questo percorso ha una sua storia, che è quella della buona televisione, e che ha dei volti di rete credibili, programmi tutti molto forti – penso al Tg di Mentana, alla satira di Crozza, a 8 e Mezzo di Lilli Gruber; penso all’Infedele ed alla modalità “alta” con cui ha curato l’informazione in tutti questi anni -. La rotta è questa, e chi arriverà sa cosa compra e la comprerà proprio perché questo è un valore”.

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