Matteo Salvini attacca ancora la stampa. Al congresso della Lega la sala con militanti e delegati è al secondo piano dell’Allianz Mico di Milano ed è off limits per i giornalisti, ‘confinati’ al piano di sotto. Il vicepremier, una volta presa la parola, lancia affondi durissimi contro i giornali che “anche oggi stanno scrivendo cazzate”. E racconta di aver scelto lui – tra i politici più attivi, a dire il vero, con punti stampa giornalieri e sempre molto affollati – di dividere gli spazi, di fatto ‘recintando’ i cronisti che hanno accesso alla sala principale solo accompagnati o nei momenti di pausa. “Sono qua e sono al piano di sotto. Da giornalista iscritto all’ordine ho chiesto io agli organizzatori di lasciarli lì, per non inquinare delegati e militanti che non meritano di essere circondati da certa gente che non è qua per raccontare la Lega”, affonda il leader del Carroccio, confermato segretario dal conclave milanese. Gli attacchi salgono di livello e hanno anche indirizzi ben precisi. Nei giorni scorsi, per esempio, “ho letto che Repubblica e Corriere hanno già fatto le liste elettorali, con esclusi e inclusi. Tutte cazzate da prima Repubblica” di giornalisti “servi” che “sono qua solo per fare il male della Lega. Evitate – si rivolge ai militanti – di leggere quello che scrivono in questi giorni”. E ancora: “la stampa non ci ha mai aiutato e non comincerà ad aiutarci adesso. Da 40 anni cercano di stroncare la Lega, chiunque gli dia spazio non aiuta. Non si aiuta la Lega con le interviste, i libri, la polemica o i post su Facebook”. Il leader attacca ancora il Corriere: “Nella loro homepage il congresso della Lega è in trentesima posizione, era un quotidiano una volta importante (anche se oggi il conclave leghista è stato altissimo sul sito tutto il giorno, ndr)” – e Repubblica, come quando mostra un vecchio logo del Carroccio e ironizza: “Girate a Repubblica il nuovo simbolo della Lega, così fanno l’ennesima figura di fango…”.
Durissima la reazione dell’Ordine nazionale dei giornalisti. “Per il vicepremier Salvini i giornalisti si dividono in servi e amici. Come in Russia, in Cina e in tutti i regimi totalitari. Probabilmente la sua idea di congresso si avvicina a quella della vecchia Unione Sovietica, con i cronisti che si limitano a tessere le lodi del Grande Timoniere o del Grande Capitano. Finchè siamo in democrazia il dovere della stampa è anche quello di cercare e offrire ai cittadini notizie che non piacciono a potenti di turno. Se ne faccia una ragione il vice presidente del Consiglio e ritiri gli insulti”, ha detto Carlo Bartoli, Presidente del Cong.
