“Dopo tre anni di guerra e a un anno dal cosiddetto cessate il fuoco, Israele continua il genocidio a Gaza che ha provocato la morte di oltre 74.000 persone, tra cui più di 20.000 bambini. Nell’ultimo anno, con la creazione della linea gialla da parte di Israele, la popolazione di Gaza è sempre più intrappolata. Lo spazio vitale si riduce e la sopravvivenza delle persone è minata da continue violenze, dal blocco deliberato delle forniture, dalla distruzione dell’assistenza sanitaria e delle infrastrutture essenziali”. Lo scrive in una nota Medici Senza Frontiere.
“Ci vorranno generazioni per riprendersi dai danni causati negli ultimi tre anni e nei decenni precedenti. Distruzione, sfollamento e privazioni sono ormai diventati la normalità: pratiche che Israele porta avanti impunemente. I governi devono agire subito per garantire che ai palestinesi non vengano negati i mezzi necessari alla sopravvivenza”.
