Dopo quasi due anni di proteste, il movimento degli studenti serbi conquista una vittoria elettorale che potrebbe aprire una nuova fase politica nel Paese. Aleksandar Vučić ha riconosciuto la sconfitta nelle elezioni parlamentari anticipate di domenica 25 ottobre, ammettendo che la lista sostenuta dagli studenti ha ottenuto la maggioranza dei consensi.
Secondo le prime stime comunicate dallo stesso Vučić, la Lista degli studenti conquisterebbe tra 135 e 140 seggi sui 250 dell’Assemblea nazionale, contro circa 105 della coalizione a lui legata. La maggioranza assoluta è fissata a 126 seggi. Si attendono ancora i risultati ufficiali.
Tutto era cominciato a Novi Sad, il 1° novembre 2024, quando il crollo di una pensilina della stazione ferroviaria provocò la morte di 16 persone. Una tragedia che ha innescato una mobilitazione contro la corruzione e per l’accertamento delle responsabilità. Dalle università, le manifestazioni si sono estese alle città e ai piccoli centri, coinvolgendo insegnanti, lavoratori e cittadini.
Il movimento ha scelto una strada particolare per presentarsi alle elezioni: non candidare direttamente gli studenti, ma sostenere una lista composta da professionisti, esperti, agricoltori, sportivi e rappresentanti della società civile. Una formula pensata per superare le tradizionali divisioni dell’opposizione e costruire un’alternativa al Partito progressista serbo (SNS), al potere dal 2012.
La partecipazione al voto è stata molto elevata. Le rilevazioni diffuse durante la giornata hanno indicato un’affluenza tra le più alte degli ultimi decenni. Ma il voto è stato accompagnato anche da denunce di intimidazioni e irregolarità. L’organizzazione indipendente CRTA ha segnalato pressioni sugli elettori o sul personale elettorale in numerosi seggi monitorati; altri osservatori hanno riferito episodi di violazione della segretezza del voto.
La Serbia è un Paese candidato all’ingresso nell’Unione europea, che segue con attenzione sia il processo elettorale sia le condizioni della libertà di stampa e del pluralismo politico.
Il riconoscimento della sconfitta da parte di Vučić segna un passaggio rilevante dopo oltre un decennio di predominio politico. Resta da verificare il risultato definitivo e da comprendere come si formerà il nuovo governo.
Una mobilitazione nata dalla richiesta di verità per sedici vittime è arrivata fino alle urne
