Ci sono storie che arrivano dalla cosiddetta periferia dell’Italia e che lasciano una traccia indelebile di cos’è (davvero) la deriva antidemocratica oltre che lo scarso controllo del territorio. Una di queste storie riguarda il giornalista Vincenzo Iurillo, cronista del Fatto Quotidiano. I tratti salienti si leggono nella relazione con cui era stato chiesto lo scioglimento del consiglio comunale di Sorrento, non avallato dal Ministro dell’Interno che in sostituzione del provvedimento ablativo della massima assise ha applicato una serie di direttive per arrivare ad una buona amministrazione non condizionata dall’esterno. Uno dei perni attorno al quale ruota la relazione è la figura di un camorrista del posto, Salvatore Langellotto. Il 12 febbraio 2024 Langellotto, già sottoposto ad altra misura cautelare per aver picchiato l’ambientalista Wwf che ne aveva denunciato le illegittime speculazioni edilizie in un ex agrumeto di Sorrento, viene arrestato (ai domiciliari) con ordinanza del gip del Tribunale di Torre Annunziata perché si era reso responsabile del reato di atti persecutori ai danni del giornalista del Fatto Quotidiano, Vincenzo Iurillo. Questo episodio viene ricordato nelle motivazioni per le quali era stato proposto lo scioglimento del consiglio comunale per condizionamento esterno di tipo mafioso. Ma perché Langellotto non sopportava Iurillo? Semplice: il giornalista, oltre ad aver scritto dell’aggressione all’ambientalista, aveva raccontato all’inizio del 2024 una vicenda incredibile, ossia la la benedizione da parte del parroco della chiesa Santi Prisco ed Agnello, di Sant’ Agnello appunto, di alcuni camion riconducibili alle società collegate a Langellotto. Episodio avvenuto il 30 dicembre 2023. Dal giorno successivo al primo arresto del camorrista, avvenuto il 26 gennaio 2024, i suoi *’amici’ ed ‘amici degli amici’ a piede libero hanno iniziato una campagna persecutoria contro Iurillo. Uno di questi ‘amici degli amici’ del camorrista, tale Michelangelo Scannapieco, anche lui citato in un lungo capitolo della relazione della commissione d’accesso sul Comune di Sorrento, in questi giorni – oltre a diffamare e minacciare velatamente il procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso – sta incitando al suicidio del giornalista del Fatto, invitandolo a buttarsi giù dal ponte di Seiano. Il ponte dal quale si suicidò l’avvocato che firmò le denunce contro Langellotto insieme all’ambientalista Wwf. Il motivo? Anche questo molto semplice: perché Iurillo sta pubblicando una serie di articoli puntuali sul contenuto della relazione e dei legami con il sindaco arrestato, Massimo Coppola.
Questa vicenda restituisce in maniera plastica cosa significa fare il giornalista in aree ad alta densità camorristica. Senza che (quasi) nessuno si scandalizzi.
(Nella foto di apertura Vincenzo Iurillo, sotto il Comune di Sorrento)
