Ci sono assenze che il tempo non riesce ad abitare. Restano lì, sedute al tavolo di casa, in una stanza che nessuno ha il coraggio di cambiare,
tra fotografie che non chiedono di essere guardate ed un nome che continua a tornare, ogni giorno, con la stessa ostinazione del primo.
Dicono che il tempo lenisca ogni ferita. Forse è vero. Ma ci sono domande che non conoscono il calendario, continuano a camminare accanto a chi resta, entrano nel sonno, si siedono a tavola, accompagnano ogni alba e ogni sera ritornano, con la stessa discrezione del dolore. Qualcuno dice che bisogna andare avanti. Ed è vero. Ma andare avanti non significa voltarsi dall’altra parte. Significa continuare il cammino senza lasciare indietro un nome, senza permettere che il silenzio prenda il posto della verità. Per questo continueremo a cercarla.
Lo dobbiamo a Mario, ai suoi sogni, alle sue idee, a quella fiducia ostinata che esistano ancora uomini e donne disposti a partire non per conquistare, ma per tendere una mano. Lo dobbiamo anche a tutti quelli che continuano a credere che la pace non sia una parola, ma una strada. E se un giorno la verità troverà il coraggio di tornare, non sarà soltanto una risposta. Sarà il viaggio più lungo, quello della verità
che finalmente farà rotta verso casa.
#giustizia #verità
Condividete, fate casino, non archiviamo!
Il corpo di Mario è stato scoperto la mattina del 15 Luglio 2020 con segni di asfissia e ferite sul corpo, fatto che ha velocemente portato la Medicina Legale in Colombia a qualificare il caso come suicidio. Nonostante ciò, i risultati dell’autopsia in Italia, mantenuti riservati, hanno permesso al Pubblico Ministero di aprire un’indagine per omicidio.
