Giornalismo sotto attacco in Italia

Si avvicinano le elezioni in Israele mentre nella Striscia si continua a morire

0 0

Ci sono 31 gradi oggi a Gaza. E un vento che corre a 16 km orari. Ce lo dice Google che tra le prime foto che mostra mette quelle di una Striscia che non esiste più, quella con i palazzi e una vita “normale”.

Ci sono 31 gradi oggi a Gaza. E ci sono le tende che sono forni in cui non si respira. Non c’è elettricità, non c’è acqua e il mare è inquinato.

Le fogne sono a cielo aperto da moltissimo tempo. E poi ci sono i topi che mordono qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Anche i bambini. E poi le mosche, le zanzare, le pulci.

Non c’è una via di fuga da tutto questo. Non ci sono insetticidi o creme da spalmare per proteggersi dai morsi. Non si fugge da nulla. Come dalla Striscia.

La gente vive così, provando a trovare strisce d’ombra, momenti di sollievo sotto quelle tende o refrigerandosi in mare. Un cartone che diventa ventaglio, un po’ d’acqua inquinata che diventa refrigerio momentaneo. Ce lo raccontano direttamente loro in alcune interviste pubblicate su La Stampa alcune settimane fa.

Con l’acqua del mare, ormai inquinata, si lavano gli abiti e le persone. Non ci sono alternative perché l’acqua dolce scarseggia. Come non ci sono alternative e vie di fuga dalle allergie che stanno sviluppando bambini e adulti: c’è polvere e sporcizia ovunque.

“Gaza è un disastro”, ce lo ha ricordato anche il cardinale Pizzaballa in un video di qualche giorno fa pronunciando parole che nascondevano altro. Altre parole. Altro indicibile.

“Si viaggia su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature – ha spiegato -. Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori. E una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Soprattutto i bambini”. Ha usato queste parole il cardinale Pizzaballa nel suo dialogo con il direttore di Limes in riferimento al suo viaggio del 22-23 giugno: “Le città sono rase al suolo, livellate, azzerate. Rafah non esiste più”.

Eppure non basta neanche questo. Ci sono i mondiali, c’è Sinner, ci sono le querelle di casa nostra, ci sono le vicende che vanno strumentalizzate per procedere ad epurazioni, ci sono strategie che prendono forma. C’è altro a cui pensare e su cui concentrarsi, anche per liberarsi di sassolini custoditi a lungo in molte scarpe. Dove è finita l’indignazione, le piazze piene?

Intanto Oxfam Italia lancia la campagna @Palestina, tutti i diritti riservati (www.oxfamitalia.org/palestina-tuttiidirittiriservati), per ribadire che i diritti del popolo palestinese sono inalienabili, universali e protetti dal diritto internazionale.

E per ricordarci che il 64% della Striscia è attualmente sotto occupazione israeliana; oltre 925 ostacoli e blocchi limitano la libertà di movimento dei palestinesi in Cisgiordania, il 90% delle infrastrutture idriche a Gaza è stato distrutto o danneggiato in un disegno che usa l’accesso all’acqua come arma di guerra. “Di fronte alle crisi umanitarie – scrivono sul sito -, il silenzio non è mai neutro. Tacere di fronte a un genocidio, a chiare strategie di pulizia etnica, agli sfollamenti di massa, all’annessione di gran parte di uno Stato, significa lasciare che le violazioni continuino, senza che nessuno sia chiamato a renderne conto. Il silenzio protegge solo chi opprime, e copre le voci delle vittime, che vengono lasciate sole”.

Centinaia di migliaia di civili sono stati uccisi e continuano a essere uccisi in Palestina. L’acqua e il cibo vengono regolarmente usati come armi di guerra, le strutture sanitarie vengono deliberatamente rase al suolo, gli aiuti umanitari vengono ostacolati in ogni modo: “Queste non sono strategie militari – scrivono ancora -, sono crimini di guerra e quando violazioni così gravi vengono tollerate o giustificate, si abbassa la soglia di ciò che è considerato ammissibile. Accettare l’inaccettabile significa indebolire il diritto internazionale e aprire la strada a nuove violazioni, ovunque”.

Come accettare dunque che Israele continui ad attaccare e uccidere?

Solo ieri nella Striscia sono stati registrati 5 morti tra cui una bambina di 9 anni.

E mentre tutto ciò continua ad accadere, in Europa durante la riunione del Palestine Donor Group (Pdg), la Commissione Ue ha lanciato la “Team Gaza Initiative”, una piattaforma per coordinare gli interventi a sostegno della ricostruzione della Striscia di Gaza (leggiamo sull’ANSA): un’iniziativa a cui partecipano tredici Stati, tra cui l’Italia, insieme alla Commissione, alla Banca europea per gli investimenti e alla Banca mondiale, con un sostegno finanziario di 883,6 milioni di euro per le prime azioni previste. Annunciati anche nuovi impegni finanziari per un importo di 41.7 milioni a favore dell’Autorità palestinese. “A margine del Pdg – si legge sempre sull’ANSA, l’Ue, insieme a Italia, Spagna, Danimarca, Cipro, Irlanda, Grecia, Portogallo, Paesi Bassi, Francia, Svizzera e Belgio, ha firmato nuovi accordi per un totale di 41,7 milioni di euro (…) per convogliare in modo trasparente ed efficace gli aiuti all’Autorità palestinese. Tale importo si somma ai 310 milioni di euro che la Commissione europea si è impegnata a versare tramite il Pegase per il biennio 2026-2027”.

In Israele, intanto, comincia il conto alla rovescia: il 12 luglio è stato annunciato che il Paese tornerà alle urne il prossimo 27 ottobre.

Cosa accadrà? Il voto, sicuramente, viene percepito come un referendum rispetto al mandato di Netanyahu che, per la prima volta, dai sondaggi non risulta essere il favorito.


Iscriviti alla Newsletter di Articolo21

Articolo21
Panoramica privacy

Questo sito Web utilizza i cookie in modo che possiamo fornirti la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookie sono memorizzate nel tuo browser ed eseguono funzioni come riconoscerti quando ritorni sul nostro sito Web e aiutare il nostro team a capire quali sezioni del sito Web trovi più interessanti e utili.

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.