Dieci anni e mezzo sono trascorsi dal sequestro, le torture e la morte di Giulio Regeni al Cairo.
Oggi, 13 luglio, nell’aula bunker del carcere di Rebibbia a Roma l’ultimo atto del processo che vede imputati quattro membri dei servizi segreti egiziani che però non si sono mai presentati in aula. E’ la volta delle difese, avvocati che non hanno mai incontrato i loro assistiti.
Hanno iniziato le arringhe esprimendo solidarietà alla famiglia Regeni perché – hanno detto – il loro dolore merita rispetto.
Presenti Paola e Claudio – i genitori del ricercatore friulano – sostenuti dal popolo giallo con lo striscione “verità e giustizia”.
“Siamo qui per ascoltare”, ha detto la legale dei Regeni, Alessandra Ballerini, che si è associata alle richieste della procura di un ergastolo e tre condanne a 17 anni e mezzo di carcere per gli imputati.
Gli interventi delle difese si concluderanno probabilmente domani (14 luglio), poi dovrebbero essere calendarizzate le eventuali repliche, infine la sentenza.
