Giornalismo sotto attacco in Italia

Con la scomparsa di Marjane Satrapi, si spegne una voce per la libertà

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Marjane Satrapi, diventata famosa con la sua storia illustrata dal titolo Persepolis, si è spenta a soli 56 anni a causa del dolore per la perdita del marito Mattias Ripa un anno prima.

Il suo ultimo anno di vita l’ha passata soffrendo per la perdita “dell’amore della sua vita”. La malattia che l’ha portata via, una forma di depressione chiamata Takotsubo. Takotsubo è una cardiomiopatia non ischemica temporanea, che scaturisce da una situazione stressante o emotiva molto intensa. Come hanno dichiarato i suoi familiari, Marjane è morta per amore.

Marjane è diventata famosa nel 2000 con il romanzo illustrato Persepolis, tradotta in pochi anni in oltre 30 lingue. Romanzo che poi divenne un film. Pubblico altri 9 libri e diresse cinque film, quasi tutti di successo. Il suo Pollo alle Prugne, fu premiato a Venezia nel 2011. Con Persepolis, introdusse molti e in diversi paesi con l’Iran e la sua rivoluzione islamica.

Personalmente conobbi Marjane oltre 20 anni fa, ai tempi di Persepolis. Era una persona di grande intelligenza, che guardava alla politica con occhio critico. Per lei, ed è evidente nei suo libr4i e4 anche nel film, l’essere umano era al centro di ogni riga che scriveva e ogni fotogramma dei suoi film. Una volta mi disse “quello che mi spinge a scrivere e dare voce a chi è stato costretto a tacere”.

Nel Persepolis descrive la rivoluzione islamica del 1979, gli 8 anni di guerra tra l’Iran e l’Iraq, l’hijab obbligatorio, la repressione di ogni forma di dissenso prima e dopo l’arrivo al potere del clero, vista da una bambina. Nel Pollo alle Prugne, parla di amore di un uomo per il suo tar (uno strumento a corde iraniano) distrutto durante una lite che lo porta alla morte. Esattamente come lei è morta per la perdita dell’amore della sua vita,

Marjane per anni è stata la voce delle donne iraniane che lottano per i loro diritti e per una vita dignitosa. Durante le proteste note con il nome di “Donna, Vita, Libertà” era sempre in piazza e concluse la sua carriera con un libro dedicato a questo movimento. Libro tradotto in italiano e pubblicato dalla Rizzoli.

Nel nostro ultimo incontro nel 2024 era molto fiera delle lotte delle donne iraniane e mi disse “bisogna capire che ogni centimetro dei capelli messa con orgoglio in vista dalle donne iraniane, è un passo verso la fine della dittatura religiosa”.

 


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