“‘Il giornalismo d’inchiesta si trasforma in giornalismo di teorema e il giornalismo di teorema diventa un rischio cancerogeno per la democrazia e la Rai non può perseguirlo’. Queste parole sono state pronunciate dall’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, nei confronti di uno dei programmi simbolo del giornalismo d’inchiesta del servizio pubblico, Report Rai Tre. È sempre la solita storia: il giornalismo d’inchiesta viene equiparato, dalla destra, al ‘giornalismo di teorema’. Per loro il giornalismo dovrebbe essere una somma neutra di notizie, di virgolettati, di fonti ufficiali che non disturbino il manovratore. Questo è il punto. E allora poniamo noi una domanda all’amministratore delegato della Rai: come la spiega la bomba esplosa sotto casa di Sigfrido Ranucci ? Con il “giornalismo di teorema” o con i fatti che Report ha raccontato e che, dalle indagini, pare abbiano dato fastidio alla camorra casalese? Quando il giornalismo d’inchiesta dà fastidio al potere, quando scava, documenta, collega fatti, fa domande scomode, allora diventa improvvisamente ‘militante’, ‘fazioso’, ‘di teorema’. È sempre lo stesso schema: delegittimare chi racconta ciò che qualcuno vorrebbe tenere nascosto. Per questo colpisce che proprio l’amministratore delegato della Rai, il vertice dell’azienda pubblica, attacchi uno dei suoi prodotti migliori. E questo ci racconta molto bene il clima che stiamo vivendo nel nostro Paese. Altro che cancerogeno, il giornalismo di Report da’ senso al servizio pubblico. Signor Rossi, si dimetta”. Così, in una nota, Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria nazionale ed europarlamentare del Pd.
