Gli italiani si sentono rappresentati dal ministro Matteo Salvini che sfrutta ogni occasione per fomentare odio contro chi è straniero? E’ una domanda che dobbiamo porci, perché questo politico, da anni immeritatamente prestato alle più alte cariche istituzionali, sta profondamente deludendo anche il suo popolo leghista, non a caso la Lega è precipitata nei sondaggi.
Utilizzare a fini politici quello che è accaduto sabato pomeriggio a Modena dove un cittadino italiano, Salim El Koudri, 31 anni nato in Italia da genitori marocchini, residente a Ravarino, mezzora da Modena, laureato in Economia, affetto da un serio disagio psichico, come si apprende dalle prime informazioni, si è scagliato con l’auto a tutta velocità in pieno centro storico contro i pedoni, ferendone otto di cui quattro gravemente. Immediatamente Salvini ha strumentalizzato il fatto per scagliarsi contro le leggi, per lui troppo accondiscendenti a tutela dello “straniero”: “L’integrazione delle seconde generazioni è fallita, revoca ai permessi di soggiorno agli stranieri che commettono gravi reati”. Riproponendo per l’ennesima volta una sorta di permesso a punti, come la patente: superata una certa soglia, a casa.
Salim El Koudri, nato a Bergamo, responsabile dell’atto criminale è un cittadino italiano a tutti gli effetti. Per Salvini tutto fa brodo pur di strumentalizzare un fatto gravissimo che ha turbato una intera città. Forse la prima cosa da chiedersi è perché El Koudri, che nel 2024 aveva abbandonato l’istituto dove era in cura, a cui più volte gli sono stati oscurati post sui social, guidare l’auto, vivere una vita come se fosse psichiatricamente guarito, ma così non era, come hanno ricordato chi lo vedeva tutti giorni: “Un tipo solitario, con scatti d’ira, che infastidiva le bariste del turno della mattina”. Un comportamento per lo meno strano.
A dare una lezione di educazione civica al ministro Salvini e ad altri politici della destra destra, come l’ex generale Roberto Vannacci: “Se importi il Terzo Mondo diventi Terzo Mondo”, Galeazzo Bignami: “Non è un italiano ma un immigrato di seconda generazione”, sono stati quei cittadini, che hanno immobilizzato e disarmato El Koudri: Luca Signorelli, il primo a bloccarlo a terra, nonostante fosse in possesso di un coltello da cucina, schivando un fendente diretto al cuore e rimanendo lievemente ferito alla testa, poi con l’arrivo e l’aiuto aiuto di due cittadini di origine egiziana Osama Shallay che ha chiesto al figlio Mohamed di 20 anni di correre verso il fuggitivo, perché lui, operato al cuore non era in grado di raggiungerlo, e un terzo originario del Bangladesh, sono riusciti a disarmarlo e a immobilizzarlo sino all’arrivo della Polizia.
Su questi cittadini che hanno probabilmente salvato altri che El Koudri avrebbe incontrato nella sua fuga, non ho sentito parole di gratitudine da Salvini, mentre il ministro Tajani, voce nella maggioranza fuori dal coro, prima o poi con il populista Salvini ci sarà vera rottura, ha chiesto, confermando la volontà del sindaco di Modena Massimo Mezzetti, di conferire una medaglia al valore civile ai quattro che hanno bloccato e disarmato il fuggitivo.
Come non ho sentito parole dal ministro Salvini per Bakan Sako, 35 anni bracciante del Mali con permesso di soggiorno, ucciso il 9 maggio nella città vecchia di Tarando all’alba mentre andava al lavoro da una baby gang composta da tutti italiani, motivo: il colore della pelle.
Luca Signorelli il giorno dopo ha incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il capo del Governo Giorgia Meloni, alla domanda del perché del suo gesto ha risposto: “Ho fatto vedere che l’Italia non è morta”.
Una lezione per tutti noi, ma non credo utile per i sovranisti alla Salvini, ai Vannacci e ai Bignami, già in piena campagna elettorale per le prossime elezioni politiche a loro ci penseranno i cittadini italiani quando sarà il momento.
