“Dopo il NO, il Governo dovrebbe dimettersi. Ma non sarebbe il solo. Perché siamo certi che la maggioranza di questo Paese avrebbe voluto poter sfiduciare anche Trump, Netanyahu, Von Der Layen con tutta la Commissione Europea, Putin, il regime iraniano e tutti i padroni e i guardiani di un intero sistema fondato sull’ingiustizia e sullo sfruttamento, prodotti da capitalismo sfrenato, guerre e autoritarismo. Per questo bisognerebbe cogliere in questo risultato l’aspirazione alle ‘dismissioni’ del vecchio mondo e di un modo vecchio di fare politica.
Un’aspirazione che ha le proprie radici nel protagonismo dei giovani e dei movimenti sociali, principali attori della vittoria del No”.
Lo dichiara il Movimento No Kings Italia, che ad oggi riunisce circa 700 sigle, a margine della conferenza stampa svoltasi oggi a Roma presso la sede della Fnsi. “E’ con questa consapevolezza che il 27 e 28 marzo a Roma daremo vita a ‘Together – contro i re e le loro guerre’, con un concerto gratuito, venerdì 27 marzo dalle ore 16 alla Città dell’Altra Economia, e al corteo nazionale, che partirà sabato 28 alle ore 14, da Piazza della Repubblica.
Una due giorni che s’inserisce in una mobilitazione internazionale, in contemporanea con l’omonima manifestazione di Londra e il No Kings Day negli Usa, e che rappresenta solo l’inizio”. “Il 27 e 28 marzo è solo la tappa di un percorso di convergenza che, richiamando lo spirito che ha animato le piazze oceaniche di autunno per la Palestina, ha l’obiettivo di aprire uno spazio politico nuovo, plurale, e di rimettere al centro dell’agire politico le priorità dell’agenda sociale di questo Paese: dall’emergenza abitativa alla giustizia climatica e sociale, dal ripristino delle libertà e dei diritti compromessi dalla torsione autoritaria dei pacchetti sicurezza alla difesa del lavoro a partire dai salari e alla tutela dell’occupazione messa in discussione da crisi di interi settori industriali fino alla legittimazione della violenza di genere con provvedimenti come il ddl Bongiorno. E ancora: dal contrasto delle politiche di riarmo e dell’economia di guerra fino alla militarizzazione dei saperi e dei luoghi della conoscenza”.
“Respingiamo fortemente ogni strumentalizzazione che in queste ore sta arrivando intestando questo corteo a quel dato centro sociale, a quell’organizzazione, a quell’area più o meno anarchica. Sono tutte baggianate. Questa è una grande marcia popolare, radicale nei contenuti, che ha l’obiettivo di portare in piazza centinaia di migliaia di persone”. “All’orizzonte tra i prossimi tappe una serie di appuntamenti tra cui la grande manifestazione a Bruxelles, il prossimo 14 giugno, contro le politiche di riarmo dell’Unione Europea a scapito dei diritti del lavoro, a vantaggio del profitto”.
