“Il Regolamento europeo European Media Freedom Act (EMFA) non è stato di fatto recepito dall’ordinamento italiano”. Lo sottolinea Vincenzo Vita, responsabile informazione e culture digitali di Sinistra Italiana. “Pensiamo all’articolo 4 sul divieto dello spionaggio dei giornalisti attraverso le varie forme possibili. E pensiamo all’articolo 5, in vigore dallo scorso 8 agosto, che sottolinea
la necessità di avere norme a tutela dell’indipendenza e dell’autonomia dei servizi pubblici radiotelevisivi – prosegue -. La legge in vigore in Italia prevede, al contrario, un ruolo esplicito del governo, a partire dalla scelta dell’amministratore delegato in capo a Palazzo Chigi. Inoltre, la recente Legge di bilancio ha diminuito le entrate da canone di abbonamento, contravvenendo ad un altro principio dell’EMFA. La discussione parlamentare sulla riforma è ferma presso l’ottava Commissione del Senato e il testo proposto dalle forze governative affida all’area parlamentare di maggioranza il potere di nomina della figura apicale della Rai. Ciò che sembra uscire dalla porta rientra, dunque, dalla finestra. L’Italia è inadempiente, come hanno denunciato le associazioni Articolo 5 e Articolo21”.
“Come ha denunciato in un’interrogazione la deputata Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi-Sinistra rivolta alla Presidente del Consiglio e al Ministro per gli Affari europei – conclude Vita -, parrebbe che da Bruxelles sia stata inviata da un po’ una lettera (di richiamo?) al Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Non se ne sa nulla. Segreto di Stato? Certamente, l’Italia rischia un’infrazione amara e pesante”.
