Giornalismo sotto attacco in Italia

Papa Leone e Trump agli opposti. E’ utile ricordarlo

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Il vice presidente degli USA, J.D. Vance  ha portato a Papa Leone XIV un invito ufficiale della Casa Bianca per le celebrazioni del 4 luglio, giorno della festa nazionale americana, che quest’anno coincide con il 25esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti.

Prevost è di cittadinanza statunitense, nato a Chicago 70 anni fa, eletto pochi mesi dopo l’inizio della presidenza Trump, quindi molto atteso alla verifica di questo confronto, dopo un pontificato storico e popolare come quello di Francesco, peraltro osteggiato e combattuto da tutta l’internazionale di destra, come ora sta emergendo perfino dall’analisi degli Epstein files.

E’ vero che molti, credenti e non, avevano aspettative di una forte opposizione a Trump da parte del nuovo papa e i mugugni ci sono, ma nelle ultime settimane sono accaduti fatti oggettivi che dimostrano come il Vaticano di Leone XIV sia agli opposti delle folli politiche trumpiane. Leone è un pontefice meno comunicativo dell’eccezionale Francesco, ma ben saldo nel suo magistero che al suo predecessore si ispira continuamente.

Si sapeva che da cardinale, Prevost aveva criticato alcune politiche migratorie di Trump e commenti del suo vice JD Vance, sostenendo che i cristiani non dovrebbero “classificare l’amore per gli altri”, perché non si deve mai distinguere fra fratelli, e tutti lo siamo per la dottrina cristiana.

Ma i fatti concreti sono adesso altri.

All’invito di Vance per il 4 luglio papa Leone ha semplicemente risposto che non potrà perché quel giorno sarà a Lampedusa per ricordare i migranti che quotidianamente muoiono in mare. Come respingere meglio l’invito di un assassino di migranti quale si è rivelato Trump?

E dopo, all’invito per il cosiddetto “board of peace”, il comitatone di affari presieduto da Trump per programmare investimenti immobiliari sulle macerie di Gaza, ha fatto tranquillamente rispondere al segretario di stato Parolin “Ci sono perplessità. Il Vaticano non parteciperà al Board of Peace per Gaza”, spiega Parolin, “poi abbiamo preso nota che l’Italia parteciperà come osservatore, evidentemente ci sono punti che lasciano perplessi, punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni.”

A buon intenditor poche parole.


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