Irruzione squadrista al webinar Cpo Fnsi: insulti sessisti e bestemmie

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Vanno in scena i vigliacchi della tastiera: l’odio on line è servito e sconfitto

Poveretti. Hanno avuto il loro momento di “gloria” facendo irruzione al via del webinar organizzato dalla Commissione pari opportunità della Federazione nazionale della stampa italiana sul tema “Violenza: parole, gesti, immagini. L’informazione vuole la parità?”. Bestemmie, insulti sessisti, offese volgari, provocazioni e irrisioni. Un attacco squadrista in piena regola quello messo in atto in apertura dei lavori del seminario on line in programma lunedì 14 dicembre dalle 10.30 alle 12.30. Gli addetti ai lavori lo chiamano zoom bombing, a sottolinearne la peculiarità e la serialità.

All’inizio dei fastidiosi rumori di sottofondo e poi, man mano che le partecipanti e i partecipanti si collegavano attraverso il link della piattaforma zoom diffuso il giorno prima, l’intrusione a macchia di leopardo dietro nomi con ogni probabilità inesistenti. E giù oscenità di tutti i tipi, provocazioni laide, espressioni triviali, termini sguaiati: che poveretti! Poca fantasia, tanta codardia.  Pavidi anonimi con voci camuffate e immagini stereotipate da aspiranti e militanti fascisti: maschi incappucciati e nerboruti che se la prendono con migranti, meglio se musulmani. Che profonda tristezza.

L’ODIO ESISTE, ANCHE IN RETE

Se non fosse stato del tutto autentico si poteva pensare a una messinscena programmata per sperimentare in diretta cosa fosse e come agisce l’odio in Rete. Assicuriamo che il messaggio è stato forte e chiaro e la violenza virtuale non ha nulla da togliere a quella reale. Al posto del manganello, le parole come pietre. Al posto dell’aggressione fisica, quella verbale. Un’esperienza davvero sgradevole che dimostra che l’odio in Rete c’è e viene esercitato in forma organizzata. Analogamente alla diffusione delle bufale, delle notizie false, delle fake che fa rima all’inglese hate, odio. Guarda caso! L’importante è non abbassarsi allo stesso livello. L’importate è non cadere nelle provocazioni. L’importante è non tradire la maggioranza silenziosa, rispettosa, democratica, antifascista, operosa.

SPORTELLO ANTI GOGNA MEDIATICA

Per la cronaca, dopo il comprensibile choc, il seminario si è spostato di “stanza” è il confronto è proseguito al riparo da interferenze illiberali e prepotenti. L’introduzione della presidente della Cpo Fnsi, Mimma Caligaris. Il saluto del presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti: «Le minacce via internet sono aumentate del 64% e quasi sempre sono rivolte contro donne, giornaliste e non solo, e contro stranieri. Deve essere nitida, netta, la distinzione fra reato e opinione: l’apologia del fascismo non è un’opinione, l’incitamento alla discriminazione razziale non è un’opinione, la diffamazione non è un’opinione. Alla gogna mediatica si risponde con la tutela collettiva e al tal fine propongo la creazione di uno sportello specifico cui ci possa rivolgere per denunciare casi ed episodi, tanto nei grandi centri quanto nelle sperdute periferie».

FORMAZIONE PER INCLUDERE

L’intervento, fra gli altri, della senatrice Valeria Valente, presidente della commissione d’inchiesta sul femminicidio: «Il tema centrale è la formazione, la presa di coscienza collettiva. Per raccontare i fatti in maniera corretta – ha detto –  serve leggerli a monte in maniera corretta.  Bisogna puntare su infrastrutture sociali perché le leggi sono necessarie ma non sufficienti per dare pari dignità ai generi, riconoscendone le rispettive particolarità e la stessa autorevolezza». Inclusione è una parola chiave. Una comunità inclusiva, appunto, include tutti, anche i “conigli” del web, facendo comprendere loro che la violenza non porta in nessun luogo e che il confronto va fatto a volto scoperto  nel rispetto delle altre, degli altri. Questa è la vera forza, quella della democrazia e dell’informazione libera e autonoma.


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