Le riforme costituzionali proposte dal Governo stravolgono la democrazia. Fermiamole!

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Pubblichiamo l’ordine del giorno votato dalla riunione del direttivo del “Coordinamento per la democrazia costituzionale”, tenutosi lo scorso 28 novembre, all’indomani della discussione con il vicepresidente Alfiero Grandi nella settimanale riunione online di “Articolo21” del lunedì. Qualsiasi forma di presidenzialismo o premierato, tanto più agita a “reti unificate”, va contrastata con decisione, insieme alla pessima proposta del ministro Calderoli sulla cosiddetta autonomia differenziata. Il testo che pubblichiamo è utile e convincente.

 

Il coordinamento per la Democrazia Costituzionale ha avviato una campagna-appello contro le riforme proposte da Governo con le quali si rischierebbe di scardinare l’impianto della nostra Costituzione e avvierebbe una seria deriva antidemocratica. Riportiamo di seguito la nota del coordinamento, con cui si spiegano i motivi della mobilitazione e del no alle riforme.

“Il Consiglio direttivo del Coordinamento per la Democrazia Costituzionale esprime un severo e netto dissenso sul disegno di legge costituzionale presentato dal Governo che prevede l’elezione diretta del Presidente del Consiglio (cd premierato).

La maggioranza attuale ha ottenuto nel turno elettorale del 26 settembre il 44%, con una partecipazione al voto del 64%. Il risultato certifica che è minoritaria nel voto e ancor più nei consensi reali nel paese. Diventa maggioranza parlamentare con il 59% dei seggi solo grazie al premio di maggioranza dato da una legge elettorale sbagliata e incostituzionale. Il Governo che vuole stravolgere l’architettura istituzionale scritta in Costituzione ha un mandato del tutto minoritario.

Nel programma della destra era prevista l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, invece il disegno di legge del Governo (AS 935) propone l’elezione diretta del Presidente del Consiglio. Proposta non meno devastante, che sovverte la divisione e l’equilibrio tra i poteri della nostra Repubblica parlamentare e riduce nettamente poteri e autonomia del Presidente della Repubblica, comprime la funzione legislativa e di controllo del Parlamento, concentra il potere sulla figura del Presidente del Consiglio. Inoltre prevede in Costituzione che la legge elettorale garantisca un premio di maggioranza del 55%, ignorando la soglia minima di voti necessari indicata dalla Corte costituzionale, rende il Parlamento del tutto subalterno al Presidente del Consiglio dei ministri e al Governo, con una palese violazione dell’art, 67 della Costituzione.

La proposta del Governo stravolge la nostra Costituzione democratica ed antifascista, portando l’Italia fuori dall’alveo della democrazia parlamentare definita dai “padri e dalle madri costituenti”. Va bloccata, in Parlamento o con il referendum, che sarà possibile perché la maggioranza non ha comunque i due terzi dei parlamentari necessari per evitare il voto popolare. All’elezione diretta del Presidente del Consiglio occorre contrapporre la richiesta di restituire a elettrici ed elettori il potere di scegliere i propri rappresentanti. La vera riforma non è fare votare il Presidente del Consiglio, ma votare direttamente i parlamentari sottraendoli al vassallaggio della scelta dall’alto sulla base della fedeltà ai capi. Una efficace rappresentanza politica è strumento della partecipazione democratica che attraverso la centralità delle assemblee elettive garantisce ai cittadini di contare sempre, non ogni cinque anni nel solo giorno del voto al premier, come vorrebbe Giorgia Meloni.

È questa la proposta alternativa da contrapporre a quella del governo Meloni.

Al fine di rispondere all’attacco alla Costituzione democratica e antifascista che la destra al governo sta portando, il Coordinamento:

  • decide di aprire una fase di costruzione dei Comitati per l’attuazione e la difesa della Costituzione in tutta Italia con il coinvolgimento di quanti vorranno contribuire a spiegare le ragioni del No alle proposte del Governo, altresì trasformando, se sarà necessario, questi Comitati in Comitati per il No nel referendum popolare costituzionale.
  • chiede di nuovo al Presidente del Senato, in osservanza all’art 74 del regolamento, di portare in aula – comunque prima dell’esame del ddl 615 Calderoli – la discussione sulla proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare n°764, forte di 106.000 firme, per la modifica degli articoli 116 e 117 della Costituzione.
  • chiede a tutte le associazioni, ai partiti, ai gruppi parlamentari di aprire al più presto una discussione su una nuova legge elettorale proporzionale con scelta diretta degli eletti da parte degli elettori, come chiara alternativa alla legge elettorale vigente e alle proposte di legge maggioritaria volte ad attuare l’inaccettabile disegno di stravolgimento della Costituzione della destra che oggi governa”.

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