Street Art per Ilaria Alpi a Latina

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In questi quasi ventotto anni siamo entrati più volte nel mondo di Ilaria, dal momento della sua esecuzione quel 20 marzo 1994 a Mogadiscio.

Con la volontà di cercare nei suoi lavori una traccia per capire la sua morte, innanzitutto.

Con la consapevolezza che quel che rimane dei suoi appunti sia solo una minima parte di quanto è stato purtroppo trafugato, eliminato, occultato.

Con la curiosità di capire più a fondo il suo lavoro fino a quel momento, per ripercorrere il filo delle sue ricerche, delle sue indagini e delle sue inchieste.

Con la simpatia che si prova per una giovane donna appassionata di un lavoro difficile, di un mondo lontano.

Con la stima e l’affetto per Giorgio e Luciana, indomabili, grazie ai quali Ilaria è un simbolo, un esempio per l’Italia migliore.

Di Ilaria e della sua Somalia sono stati fatti racconti con diversi linguaggi: musica cinema scrittura poesia teatro inchieste giornalistiche. Importanti sono state anche espressioni artistiche come la fotografia il disegno la pittura il fumetto i video, più recentemente: un linguaggio immediato ed efficace in particolare nelle scuole alcune delle quali hanno dedicato a Ilaria dei concorsi nelle varie discipline.

Si aggiunge questo lavoro di street art di Alessandra Chicarella impreziosisce un luogo che la città di Latina ha dedicato a Ilaria Alpi.

Si sono impegnate personalità di talento, note ma anche persone al loro esordio, tutte animate da sensibilità impegno civile coraggio. Si tratta di frammenti che racchiudono un pezzetto di storia: accostati l’uno all’altro compongono la storia di una vita spezzata perché voleva raccontare qualcosa.

Sappiamo che Ilaria aveva raccolto materiale importante e anche le prove di un traffico d’armi e di rifiuti tossici individuando responsabilità: per questo è stata uccisa insieme a Miran, prima che potesse raccontare “cose grosse” come aveva annunciato alla Rai.

Sappiamo quel che è successo quella domenica 20 marzo 1994. Sappiamo quel che è successo prima e anche dopo.

Sappiamo il perché, forse anche da chi era composto il commando assassino. Non sappiamo con certezza chi ha ordinato l’esecuzione e chi ha coperto esecutori e mandanti. Ma vogliamo cercare ancora, mettendo all’opera tutti gli strumenti della conoscenza: questo è il nostro impegno.

Questo giardino e la città di Latina entra in questa comunità del #NoiNonArchiviamo aggiungendo altra energia vitale: grazie ancora.

Vogliamo evidenziare persone (e fare i loro nomi) che “sanno, conoscono” se non tutta la storia tragica di Ilaria sicuramente frammenti che possono comporre un puzzle intero e arrivare agli esecutori, ai mandanti a chi ha costruito depistaggi che hanno tenuto in carcere, innocente, Hashi Omar Assan per 17 anni: chiedere loro di non essere indifferenti ma partigiani della verità e della giustizia e raccontare.

Vogliamo concludere con alcune parole tratte da un monologo di Aldo Nove dedicato a Ilaria Alpi nel ventennale della sua morte e interpretato da Sabrina Impacciatore.

…voi che siete vittime e imputati allo stesso tempo

voi che in me siete per sempre coinvolti

“… Vi conosco tutti, uno per uno, conosco i vostri volti, ogni dettaglio lo ricostruisco

ho un’infinita pazienza e il tempo mio si chiama “sempre”

ed è adesso che si svolge e vi travolge …

Mi chiamo Ilaria Alpi, sono morta il 20 marzo 1994”

E’ la Verità/Ilaria che parla. Parole forti, severe.

Arrivino, queste parole, a chi oggi può, deve aiutarci a svelare esecutori mandanti e depistatori.


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