Il Tirreno: minacce sui social alla sede di Pistoia, a Livorno aggredito un cronista. Fnsi e Ast: “Basta”

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‘Ci vorrebbe un bell’attentato, con tanto di morti e feriti’, scrive un utente su Facebook, mentre un giornalista viene ‘affrontato’ da un esercente che aveva anche tentato di ostacolarne il lavoro. Lorusso e Bennucci: «Improponibile che si alimenti una campagna d’odio contro chi fa informazione professionale». La solidarietà dell’Odg Toscana. La ministra Lamorgese: «Attenzione massima».

Il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, il presidente Sandro Bennucci e tutti gli organismi dirigenti dell’Associazione Stampa Toscana «dicono, in coro: ora basta davvero!». Il riferimento è all’ennesimo episodio di minacce ed intimidazioni ai danni dei colleghi del Tirreno. «Questa volta – spiega una nota del sindacato – è toccato alla redazione di Pistoia del quotidiano alla quale, via web, è giunto il messaggio inquietante: “Ci vorrebbe un bell’attentato alla sede del Tirreno, con tanto di morti e feriti”». Tutto questo mentre a Livorno un altro giornalista del giornale diretto da Stefano Tamburini veniva aggredito verbalmente e minacciato perché lamentava la continua copiatura degli articoli de Il Tirreno su un sito, da parte di un esercente che aveva anche tentato di ostacolarne il lavoro di cronaca.

«Augurare o anche solo ipotizzare che nel 2021 si possa verificare un gesto come quello di un attentato ci riporta indietro di almeno cento anni, nella fase più buia dello squadrismo che metteva a ferro e fuoco le redazioni. È improponibile che ancora oggi si alimenti una campagna d’odio nei confronti di chi fa informazione professionale o che si tenti di ostacolarne il lavoro», rilevano Lorusso e Bennucci, che esprimono la «piena ed incondizionata solidarietà ai giornalisti e al direttore de Il Tirreno» e aggiungono: «La violenza verbale che suona come un invito a praticare quella fisica, i cui episodi anche recenti purtroppo non mancano, ci spinge a chiedere ancora una volta l’impegno delle istituzioni e delle forze dell’ordine perché vengano identificati, isolati e colpiti coloro i quali la diffondono».

Minacce al Tirreno, la solidarietà dell’Odg Toscana
La notizia di una nuova gravissima minaccia nei confronti di una testata toscana ci convince che la situazione vada affrontata dalle autorità con mezzi e impegno straordinari. Ad essere preso nuovamente di mira è il Tirreno, a cui va la solidarietà e la vicinanza dell’Ordine dei giornalisti della Toscana. Su un social media il livello delle minacce è salito ulteriormente di livello: si è arrivati a invocare un attentato a una delle sue redazioni con morti e feriti.
Da mesi i giornalisti sono finiti nel mirino di chi cova odio e rancore per qualsiasi motivo. Minacce, insulti, botte. L’Ordine dei giornalisti della Toscana, visto l’inquietante ripetersi di questi episodi, chiede un intervento diretto della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese.
Evidentemente, la meritoria azione di Prefetture e forze dell’ordine non basta più a frenare un’ondata di odio nei confronti di chi fa informazione, un’ondata che deve essere fermata con ogni mezzo prima che sia troppo tardi.

Minacce ai giornalisti del Tirreno, Lamorgese: «Attenzione massima»
«Esprimo la mia solidarietà ai giornalisti de Il Tirreno per le gravissime minacce ricevute sui social». Così il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, preannunciando la convocazione al Viminale, per la prossima settimana, del Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio di informazione sugli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti.
«L’attenzione del ministero dell’Interno per la tutela degli operatori dell’informazione – sottolinea Lamorgese – è massima. Per prevenire violenze e minacce, anche sul web, ho riattivato, sin dal 10 gennaio 2020, il tavolo di confronto con gli organismi rappresentativi dei giornalisti e, sulla scorta delle esigenze emerse in quella sede, sono state già avviate iniziative sui territori con la più stretta collaborazione tra il Dipartimento della pubblica sicurezza, le prefetture e l’Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa italiana».
La titolare del Viminale rimarca infine «il dovere delle istituzioni di intervenire per difendere la libertà di stampa, che rappresenta uno dei pilastri della democrazia».

Fonte: Fnsi Social

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