Si aggrava la situazione dei giornalisti in Bielorussia, quattro arresti in pochi giorni. La denuncia della Efj

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Si aggrava, in tempi di coronavirus, la situazione dei giornalisti in Bielorussia. In questi ultimi giorni, quattro di loro sono stati spediti in galera  perché stavano facendo il proprio lavoro. Lo denunciano la Federazione europea dei giornalisti (Efj) e l’ Associazione dei giornalisti bielorussi (Baj) dopo che l’11 e 12 maggio i tribunali delle regioni di Mahileu e Hlibokaye hanno e esso sentenze che condannano quattro giornalisti, tutti membri della Baj , a 10 giorni di carcere per motivi di sicurezza, con processi sommari,  ammessi dal regime di Alexander Lukashenko.

Ales Asiptsou, Mikhail Arshynski, Alexander Burakou e Zmitser Lupach stavano semplicemente coprendo, per le loro testate, manifestazioni politiche  e in veste di giornalisti erano dunque presenti all’evento. Questo è bastato perché si aprissero loro le porte del carcere in quanto “partecipanti a una manifestazione non autorizzata”.
Alexander Burakou è stato condannato martedì 12 maggio dalla corte del distretto Leninski a dieci giorni di arresto per la sua partecipazione a un “evento di massa non autorizzato il 6 maggio”. Subito dopo il pronunciamento del giudice, Burakou ha presentato appello.
Sempre martedì 12, la corte distrettuale di Mahileu, terza città Bielorussa, ha sentenziato che Ales Asiptsou, un free lance corrispondente per l’agenzia indipendente BelaPAN, deve scontare 10 giorni di galera per aver coperto il Rally Anti-Parade, manifestazione contro il Governo, del 9 maggio. Asiptsou ha fatto lo sciopero della fame dal momento dell’arresto fino al cosiddetto “processo “.
Lunedì 11 Lunedì Zmitser Lupach, giornalista freelance di Hlybokaye, è stato pesantemente multato e condannato a 10 giorni di reclusione. Lupach è stato processato per la sua presunta partecipazione a un evento di massa. Dopo il processo, è stato portato in ospedale a causa dei suoi problemi di salute.
Il 7 maggio, il cameraman Mikhail Arshynski , che lavora nella regione di Mahileu, è stato dichiarato colpevole di aver contribuito a un servizio televisivo della web tv Belsat sulle proteste in atto nel Paese.  “Il processo è durato circa 30 minuti”, ha detto Arshynski a Belsat. “Non ho avuto il tempo di leggere il mio discorso prima che il giudice emettesse la sentenza. Non si è nemmeno ritirato in camera di consiglio.  Siamo rimasti scioccati perché cose del genere non erano mai accadute prima. “
L’Associazio dei giornalisti bielorussi ha protestato fortemente e ha denunciato il fatto che in tempi di Coronavirus l’arresto possa essere usato anche strumentalmente come minaccia alla salute di chi viene imprigionato, vista la situazione ad alto rischio nelle carceri. Gli arresti di questi giorni, uniti alle pesanti ammende (fino all’equivalente di 500 euro, una cifra enorme per gli standard del Paese) , rafforzano i dubbi della comunità internazionale sul sistema giuridico  Bielorusso, a maggior ragione durante la crisi del Coronavirus che impedisce processi aperti al pubblico.