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“Sotto padrone”, la presentazione a Latina con i braccianti protagonisti

 

Gurmukh Singh piange alla presentazione del libro di Marco Omizzolo che parla di quelli come lui, gli indiani di Latina che vivono “Sotto Padrone”, ora titolo del saggio appena uscito per la Fondazione Feltrinelli. L’evento è stato ospitato nella sala “De Pasquale” del Comune di Latina, l’inizio di un viaggio in giro per l’Italia di quello che non è solo un saggio sul caporalato nell’agro pontino, ma anche un racconto in prima persona, una ripresa ravvicinata di ciò che accade nelle campagne dove si produce una delle più alte percentuali di frutta, ortaggi e fiori che arrivano nelle nostre case. L’intervento di Gurmukh Singh, presidente della comunità indiana del Lazio, è stato il più toccante e nella sua frase finale c’era tutto: “Questo non è un libro ma la verità”. Tra i relatori della presentazione del libro di Omizzolo anche il Prefetto di Latina, Maria Rosa Trio, che ha ricordato l’istituzione di un tavolo ristretto con Inps e Inail dopo l’ultima manifestazione del 21 ottobre scorso organizzata in seguito ad un gravissimo episodio di cronaca (un gruppo di braccianti veniva controllato sotto la minaccia di fucili). In apertura dei lavori il sindaco, Damiano Coletta, aveva ripercorso le tappe simbolo del difficile iter di contrasto al caporalato, a partire da quella più importante, il 18 aprile 2016, giorno del primo e più grande sciopero dei braccianti pontini con sit in sotto al sede della Prefettura di Latina. Una manifestazione ampiamente descritta da Omizzolo che è stato il primo, ormai quasi dieci anni fa, a sollevare il velo sulla condizione di schiavitù dei braccianti agricoli pontini. Jean-René Bilongo della Flai Cgil e dell’Osservatorio Placido Rizzotto ha ribadito la necessità di far entrare sempre di più i diritti nel mondo dell’agricoltura dove allo sfruttamento si aggiunge il potere delle agromafie, mentre Simone Cremaschi della Fondazione Feltrinelli ha detto che la lotta per i diritti dei braccianti stranieri deve necessariamente essere accompagnata da una più equa legislazione sull’accoglienza e che, inoltre, il problema del caporalato va visto nel complesso dello strapotere della grande distribuzione nel mercato agroalimentare italiano. All’incontro ha preso parte il magistrato Bruno Giordano che ha tracciato un primo bilancio degli effetti della legge sul caporalato che ha appena compiuto tre anni.
Le conclusioni sono state affidate all’autore del libro che ha raccontato della sua esperienza da infiltrato nei campi della provincia di Latina, dei lavoratori sfruttati che ha incontrato personalmente e che lo hanno spinto a scrivere questo libro-verità.

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