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L’eco del voto in Umbria più forte del previsto

 
La botta in Umbria è stata più forte del previsto. Venti punti di differenza tra la destra che stravince e l’alleanza di Pd-5 Stelle che arretra, con il crollo dei grillini. Attenuanti per i perdenti ce ne sono, ma i numeri sono inesorabili. Si può dire che c’è stato l’effetto del caso Catiuscia Marini e l’arroganza feudale con cui pretendeva di non risponderne. Si può invocare un candidato improvvisato e sfocato come Bianconi. Ancora: la scissione di Renzi in piena campagna elettorale, l’assenza dei leader del Pd in Umbria, mentre Salvini la batteva a tappeto… Tutto chiaro, e adesso? Il Movimento parla di esperimento fallito e fa intendere che non cercherà alleanze nelle prossime regionali. Vuol tornare alla purezza, nel tentativo di ritrovare la propria identità “oltre i due poli”. Di fronte a questo riflesso di contrazione – naturale dopo un’ustione – credo invece che l’alleanza rosso-gialla debba insistere sulle politiche nazionali di lotta all’evasione e rilancio degli investimenti, senza esitazioni. Ma deve comunicarlo bene. E investirci tempo e risorse, rintuzzando la “bestia” di Salvini colpo su colpo, con comunicati social e contro-dirette tempestive. Lo so, può apparire volgare rispetto alla riservatezza fattiva governativa, ma là fuori c’è gente che riceve regolarmente paura fresca di giornata e odio quotidiano appena sfornato. E qualcuno se ne deve occupare.

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