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Pontida, porre fine a nuove forme di comunicazione aggressive

 

Ebreo, massone, straccione, tornatene a casa, figlio di cento padri, ti facciamo mangiare la merda! Non sei un italiano, sei un ebreo!”.
Questi gli inammissibili  insulti  con cui oggi a Pontida è stato “accolto” Gad Lerner.
Parole gravissime che mostrano la tragica involuzione antropologico culturale  in atto in Italia e mettono in pericolo ancora una volta la liberta di espressione del pensiero, specie se diverso.
Occorre mobilitare l’opinione pubblica su questo preoccupante rigurgito d’odio comunicativo rendendo comprensibile alla massa che libertà di pensiero non significa dover pensare tutti la stessa idea, e soprattutto non vuol dire libertà di odiare e incitare ad odiare violentemente chi non la pensa  come noi.
Il limite è colmo ed è il momento di porre fine a queste nuove forme di comunicazione aggressive perchè possono persino diventare prodromiche a violenza fisica, considerata oramai quasi sdoganata da questo clima.
Si è liberi di pensare e dire cosa si pensa.
Ma non si è liberi di contrastare con violenza ed odio chi non la pensa come noi.

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