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Un anno di digiuno di giustizia

 
È passato un anno da quando l’accorato appello di Mons. Raffaele Nogaro, Padre Alex Zanotelli, Suor Rita Giaretta, Don Alessandro Santoro della Comunità delle Piagge, Padre Giorgio Ghezzi e della Comunità del Sacro Convento di Assisi dava inizio ad una staffetta fatta da persone singole, associazioni, gruppi spontanei, comunità religiose che per un anno ha portato avanti un piccolo segno di protesta, indignazione e di richiamo alla coscienza di tutti gli uomini e le donne di buona volontà.
“Avete mai pianto, quando avete visto affondare un barcone di migranti?” così Papa Francesco ci interpellava durante la Messa da lui celebrata a Lampedusa per le 33.000 vittime accertate perite nel Mediterraneo per le politiche restrittive della “Fortezza Europa”.
È il naufragio dei migranti, dei poveri, dei disperati, ma è anche il naufragio dell’Europa, e dei suoi ideali di essere la “patria dei diritti umani”.  La Carta della UE afferma: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata.
È un crimine contro l’umanità, un’umanità impoverita e disperata, perpetrato dall’opulenta Europa che rifiuta chi bussa alla sua porta.”
[…] Anche l’Italia, decide ora di non accogliere, di chiudere i porti alle navi delle ONG ed affida invece tale compito alla Guardia Costiera libica, che se salverà i migranti, li riporterà nell’inferno che è la Libia.”
Dopo un anno queste parole sono amaramente ancora valide, e se da una parte il governo italiano ha inasprito le politiche dell’accoglienza e alimentato un clima di intolleranza con la propaganda della paura e dell’esclusione, e che nulla hanno a che vedere con la nostra cultura giuridica e con la nostra identità europea, civile e cristiana, dall’altra si sono moltiplicate incredibilmente le voci di dissenso, di coraggiosa opposizione e di pacifica condanna, nonchè le testimonianze di disobbedienza civile per le quali e con le quali ancora oggi torniamo a digiunare.
Mercoledì 3 luglio ci vedremo alle 13:30 davanti a Piazza San Pietro, (inizio del colonnato di via della Conciliazione) e da lí proseguiremo fino a Piazza Montecitorio dove stabiliremo il nostro presidio dalle 15 alle 19.  Vi chiediamo, ora più che mai, di partecipare e di diffondere il nostro invito.

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