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“Noi che otturiamo buchi, creati da uno Stato che non sa curare il suo popolo”. La lettera di Carmela Manco al premier Conte

 

Carmela Manco è la Presidente dell’Associazione “Figli in Famiglia O.n.l.u.s.” di San Giovanni a Teduccio (Napoli). Animatrice culturale di uno spazio – un’area industriale dismessa – che grazie a numerose associazioni ha ridato vitalità al quartiere periferico di Napoli est.

Il 18 giugno il presidente del Consiglio ha partecipato ad un incontro con i cittadini e gli imprenditori, promosso dal giornalista Sandro Ruotolo.

Quello che pubblichiamo è il testo che Carmela Manca ha letto alla presenza del premier. Abbiamo deciso di pubblicarlo integralmente

Benvenuto Presidente, Benvenuto  Sindaco,
Due parole per spiegarle chi siamo e cosa facciamo, il Sindaco già ci conosce perché qui è di casa.

Questo luogo è una follia d’Amore. Amore al territorio e al suo popolo, è un esempio di cittadinanza attiva perchè non si può stare con le mani in mano davanti a un popolo che soffre.

Questa Municipalità è una Municipalità sfortunata, un tempo area industriale, oggi deserto pieno di carcasse di antichi opifici che davano pane e dignità… oggi è rimasta la disoccupazione, la fame e la mancanza di dignità, perchè un uomo che non lavora non ha dignità. Un uomo che non può portare a casa il necessario per sfamare i figli è un uomo privato della sua dignità.

Le chiediamo di fare in modo che le poche fabbriche rimaste non chiudano presidente, perchè creerebbero altri baratri.
Un altra cosa abbiamo l’inquinamento: se le aziende petrolifere rimaste mettessero mano finalmente alla bonifica, sarebbe un importante passo avanti verso il rispetto di un territorio da sempre abbandonato. Ah, dimenticavo Presidente, noi abbiamo anche il mare, una splendida linea di costa da sempre testimone di brutture e degrado e poi abbiamo l’ignoranza, un tasso di analfabetismo spaventoso, un tasso di evasione scolastica ancora più alto che porta i bambini a vivere in strada.

Tutto questo presidente è terreno fertile per la camorra. Nel 1998 decidemmo, dinnanzi a questo stato di cose, di acquistare questo spazio e, grazie ad un mutuo di 750.000,00 euro concessoci da Banca Popolare Etica, lo facemmo.

“Sulla Tua Parola getterò le reti” disse un giorno Pietro e noi, come lui ci fidammo e le gettammo le nostre reti e stiamo ancora pagando una rata di 9.500,00 euro ogni tre mesi, con grandi sacrifici, privandoci di tutto, anche delle scarpe signor Presidente, ma stiamo onorando il nostro impegno. Perchè? Perchè l’Amore a questo popolo, a questa città supera ogni ostacolo.

In questo spazio ogni giorno arrivano centinaia di bambini, giovani, adulti, anziani che finalmente hanno un luogo che li accoglie, un luogo che è la casa di tutti, un luogo dove non ci sono differenze, frequentato da “buoni” e “meno buoni”.

I più numerosi sono i figli dei malavitosi, nei miei 36 anni di servizio a questo popolo ho capito che nessuno vuole che i figli si perdano e allora cominciamo con i piccolini da 2 anni e mezzo in poi. Se potessimo cominceremmo da prima, ma non abbiamo spazi idonei, ci stiamo provando a risistemarli ma ci vogliono tanti soldi presidente e non ne abbiamo.

Cosa facciamo? Le solite attività, quelle laboratoriali: teatro, canto, attività sportive, riciclo creativo, l’accompagnamento scolastico, accogliamo adulti e minori di area penale per il loro reinserimento sociale perchè chi ha sbagliato può sempre cambiare e siamo convinti che a tutti va data sempre un altra occasione.

Accompagniamo ragazzi alla terza media, quelli che la scuola allontana perché non riesce a gestire. Formiamo i giovani all’attenzione all’altro, alla prossimità, all’uguaglianza, contrariamente ai dettami che l’attuale governo sta tentando di far passare;  noi andiamo contro corrente presidente, perché pensiamo che i problemi gravi siano altri e non gli immigrati, pensiamo che tutto sia strumentale per distogliere la nostra attenzione dalla tremenda situazione nella quale versa l’Italia e soprattutto il Meridione. Noi educhiamo i giovani alla solidarietà in questo luogo nessuono è straniero, Matteo, il bambino che l’ha accompagnata nella visita iniziale è nato qui 5 anni fa, frequenta la scuola italiana,   mi spiega e lo spiega a lui soprattutto perchè non è cittadino italiano? Quì tutti sono i benvenuti, nessuno è straniero.

Quì abbiamo imparato a utilizzare tutto, la plastica, il pallet, utilizziamo anche la saggezza dell’anziano che in questo luogo diviene insegnante di valori e sapienza. 

Ogni giorno specie in questo periodo, prepariamo un pasto per i bimbi, i giovani, gli adulti che frequentano questo luogo e abbiamo un problema grande, con i soldi che provvidenzialmente arrivano, poichè noi abbiamo scelto di non lavorare con enti pubblici per sentirci veramente liberi, non riusciamo sempre riusciamo a pagare con regolarità le bollette Presidente. Non è giusto Presidente che chi come noi OTTURA I BUCHI creati da uno stato che non sa curare il suo popolo debba passare notti insonni per capire come onorare i debiti. Si dovrebbe pensare ad un sistema differenziato,  che consenta a chi come noi opera per il bene collettivo di lavorare in tranquillità e non accanarsi contro il terzo settore tagliando fondi e sparando sulle ONG. Noi dovemmo lavorare insieme presidente, spalla a spalla e non essere nemici se veramente abbiamo obbiettivi comuni.

Concludo Presidente questo mio intervento chiedendole di far si che questa non sia l’ennesima passerella destinata a lasciare il tempo che trova, non si dimentichi di noi. Dica ai ministri, quando li incontrerà, che se vogliono veramente capire cosa è la vita, debbono venire qui a guardare negli occhi i nostri bambini che hanno avuto solo la sfortuna di nascere in famiglie complicate in un quartietre sfortunato.
Grazie.

Carmela Manco, Presidente Associazione “Figli in Famiglia O.n.l.u.s.
Foto: Roberta De Maddi

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