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Minacce al Procuratore Patronaggio: “Se continuerai a fare sbarcare i migranti passiamo ai fatti”

 

C’erano un proiettile calibro 6.35 e un messaggio preciso nella busta arrivata al Procuratore Luigi Patronaggio. “Se continuerai a fare sbarcare gli immigrati passiamo ai fatti”, c’è scritto sul foglio, parole chiarissime come chiara è la matrice ideologica. Come si sa, Patronaggio Procuratore capo di Agrigento ed è lui che ha aperto un fascicolo di indagine a carico del Ministro dell’Interno Matteo Salvini, accusato anche di sequestro di persona per il divieto di sbarco, durato cinque giorni, del pattugliatore della Marina Militare Diciotti al porto di Catania.
Ad ottobre scorso c’era stata un’altra intimidazione: una lettera contenente minacce di morte e un proiettile da guerra. In quella missiva si faceva riferimento al caso Diciotti e all’inchiesta – partita proprio da Agrigento – sul ministro dell’Interno Matteo Salvini, iscritto a fine agosto nel registro degli indagati per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio. Tra i primi commenti al gravissimo episodio quello di Claudio Fava, Presidente della commissione antimafia della Regione Sicilia: “Il tentativo di intimidazione al procuratore Patronaggio certifica la qualità e l’efficacia del lavoro che sta svolgendo la Procura di Agrigento sulla questione migranti e sbarchi. Al procuratore, che ascolteremo nei prossimi giorni in Commissione antimafia, va tutta la nostra solidarietà e la nostra attenzione».

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