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Quell’idea di legalità del Premio Giorgio Ambrosoli. Quest’anno edizione speciale a 40 anni dalla morte.

 

“Portare alla luce casi esemplari, evidenziare la presenza diffusa di comportamenti meritevoli al fine di attivare tanto riflessioni a sostegno della diffusione dello stato di diritto, quanto azioni concrete propedeutiche al contrasto del malaffare”, è questo l’obiettivo del Premio Giorgio Ambrosoli che quest’anno avrà veste e valore speciale in quanto ricorrono i 40 anni dalla morte del Commissario liquidatore della banca privata di Michele Sindona. La cerimonia di consegna dei premi è fissata per il 24 giugno prossimo e le personalità prescelte incarnano secondo la giuria i principi espressi da Giorgio Ambrosoli e che si ritrovano in un brano dedicato alla moglie Annalori. Questo: “E’ indubbio che, in ogni caso, pagherò a molto caro prezzo l’incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un’occasione unica di fare qualcosa per il paese […] Qualunque cosa succeda […] dovrai tu allevare i ragazzi e crescerli nel rispetto di quei valori nei quali noi abbiamo creduto [… ] Abbiano coscienza dei loro doveri verso se stessi, verso la famiglia nel senso trascendente che io ho, verso il paese, si chiami Italia o si chiami Europa.”

La filosofia del Premio Giorgio Ambrosoli è improntata su “una logica no-partisan, inclusiva di ogni area di cultura politica della tradizione storica della Repubblica italiana. Superare gli schieramenti, nel rispetto delle opinioni e visioni personali, serve a creare regole condivise, senza connotazioni moralistiche generiche e astratte”.

L’iniziativa si svolge ogni anno in stretta collaborazione con la famiglia Ambrosoli e con la partecipazione della Trasparency International Italia, l’associazione di riferimento in Italia dal 1996 per la promozione di azioni contro la corruzione e per la trasparenza. Il Premio gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del patrocinio del Ministero dell’Istruzione. Hanno inoltre aderito la fondazione Rete Imprese Italia e Confcommercio – Imprese libere per l’Italia che, tramite, la sua Commissione legalità e sicurezza è da anni “impegnata  in settori quali la lotta alla corruzione, il contrasto alle rapine, l’educazione civica nelle scuole (tramite il Premio Libero Grassi), le azioni contro il racket e le estorsioni le politiche contro la contraffazione”. Sono inoltre presenti tra i sostenitori del Premio il Comune di Milano e il Piccolo teatro di Milano e d’Europa che ““accompagnano l’iniziativa in ragione della volontà di sottolineare, nel quadro della sua funzione nazionale, la tradizione civica ambrosiana”.

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