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Commissari in comune. Un altro comune salentino rischia lo scioglimento per mafia

 

Il procuratore capo di Lecce, Leonardo Leone De Castris, parlò durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario, del caso-Carmiano.

Tranchant, diretto, facendo riferimento alle ombre su quel piccolo comune della provincia di Lecce, da oltre cinque anni nella buriana della cronaca. E parlò del primo cittadino di quel comune, Giancarlo Mazzotta, al suo secondo mandato. Era fine gennaio.

Oggi, una commissione, presieduta dalla dirigente della prefettura di Lecce, Marilena Sergi, affiancata dal primo dirigente della questura di Lecce Giorgio Oliva, e dal comandante della compagnia carabinieri di Campi, capitano Alan Trucchi, ha notificato l’avvio delle procedure di accesso per verificare se vi siano i presupposti per lo scioglimento per mafia del comune di Carmiano.

Nel mezzo, da gennaio a oggi, il rinvio a giudizio(12 marzo) del sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta, nel processo per le elezioni in Bcc Terra d’Otranto 2014, accusato, tra gli altri reati, di  estorsione aggravata da metodo mafioso in concorso con nomi di spicco del clan Tornese, quali il cugino Giovanni Mazzotta e Saulle Politi – già detenuto. Lo stesso amministratore però, si e sempre dichiarato estraneo ai fatti contestati e vittima di  errore.

E ancora, il 4 marzo, un presunto attentato dinamitardo,  ai danni di una struttura ricettiva di proprietà della famiglia Mazzotta. In questo ultimo caso, secondo i riscontri dei carabinieri,  la deflagrazione è fallita a causa della disattenzione di chi aveva preparato gli ordigni, facendo  bagnare la miccia nella sabbia.

Intanto lo Stato lavorava. Tra gennaio e oggi, la relazione prefettizia sul caso, datata 4 marzo 2019, a sua volta stata condivisa il 26 febbraio, in sede di riunione tecnica di coordinamento delle forze di polizia, allargata alla partecipazione del Procuratore generale  e del Procuratore capo di Lecce.

La risposta del Viminale alla richiesta – con  relazione circostanziata -, formulata dalla prefetta di Lecce Maria Teresa Cucinotta,  è arrivata in realtà 8 giorni prima del rinvio a giudizio del sindaco.

La richiesta di esercitare poteri di accesso nei confronti dell’amministrazione comunale di Carmiano, è giunta “al fine di accertare se ricorrano collegamenti diretti o indiretti – si legge negli atti notificati ieri – degli amministratori del citato comune con la criminalità organizzata o forme di condizionamento degli amministratori stessi, tali da compromettere la libera determinazione  degli organi eletti e il buon andamento dell’amministrazione comunale”.

“Addi 27 marzo 2019 innanzi ai sottoscritti componenti della commissione di indagine di cui al sottoscritto decreto a firma del signor prefetto di Lecce, notifichiamo al dott. Cannazza Pierluigi, nato segretario generale del Comune, il sottoscritto documento che dispone l’accesso presso il comune di Carmiano composto da due pagine “.

Si avvia così, la procedura formale che ha  valore di misura non sanzionatoria ma preventiva di carattere straordinario, in quanto ha come diretti destinatari gli organi elettivi nel loro complesso e non il singolo amministratore. Oltre al pool composto da Marilena Sergi, Giorgio Oliva e Alan Trucchi, la commissione si avvarrà delle competenze e professionalità del maggiore Antonio Martina, comandante del Gico della guardia di finanza di Lecce, del vicequestore aggiunto Salvatore Cesari della direzione investigativa antimafia di Lecce e del dott. Antonio Calignano, funzionario economico finanziario.

Il gruppo di lavoro avrà tre mesi di tempo, prorogabili una sola volta e per altri tre mesi.

Articolo21 segue la vicenda fin dall’inizio

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