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Scorta Ruotolo. Saviano: “Chi ha deciso, ha tenuto conto della “lunga memoria” del clan dei casalesi?”

 

E’ stata revocata la scorta al giornalista d’inchiesta Sandro Ruotolo. La notizia è stata diffusa su Twitter dall’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando: “Hanno tolto la scorta a Sandro Ruotolo,giornalista da sempre impegnato in inchieste sulle mafie. E anche il giornalista che si è occupato della “Bestia”,il dispositivo propagandistico del ministro dell’interno. Casualità? Lo chiederò in parlamento”. Una misura di protezione che era divenuta necessaria per il cronista, soprattutto a seguito di una importante inchiesta sui rifiuti tossici in Campania andata in onda nella trasmissione di Michele Santoro, ‘Servizio Pubblico’ e le conseguenti minacce ricevute dal boss dei Casalesi, Zagaria. “Avevo deciso di non dire nulla per il rispetto che ho delle istituzioni. E non dirò nulla per le decisioni che riguardano la mia protezione. Ma una cosa voglio dirvi: vorrei ringraziarvi uno a uno per la marea d’affetto, di solidarietà, di stima che mi state dimostrando. E i messaggi che più mi colpiscono sono i vostri, quelli delle persone che incontro nel paese reale, che ho conosciuto nella mia lunga vita di cronista e della comunità con cui sto in contatto sui social media . Difendero’ sempre la mia indipendenza che non vuol dire non aver un punto di vista, la mia autonomia, l’amore per il mio paese. In queste ore, in tanti rappresentanti della società civile si sono esposti pubblicamente per me e lì ringrazio. La mafia è una montagna di merda”. Scrive Ruotolo su facebook. Il mondo del giornalismo e della politica ha voluto manifestare la massima vicinanza, stringendosi attorno al collega. Carlo Verna, presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti ha commentato la decisione del governo di revoca della scorta: “Saremmo felici se fossero cessate le esigenze di massima tutela per Sandro Ruotolo. Siamo invece molto preoccupati perchè la decisione non appare supportata da valutazione ponderata. Una scelta del genere va spiegata con trasparenza poichè la tutela di un giornalista fortemente esposto riguarda l’opinione pubblica e l’idea di Paese che il governo ha”. Pietro Grasso ha commentato: “Le minacce di un boss come Michele Zagaria non hanno data di scadenza. Sarebbe bello se non ci fossero più pericoli per Sandro Ruotolo, ma non si può abbassare l’attenzione sui giornalisti minacciati senza avere certezze. La revoca decisa dal Viminale mi preoccupa molto. Chiederemo spiegazioni”. Roberto Saviano ha scritto invece: “Revocata la protezione a Sandro Ruotolo, che ha fatto la storia del giornalismo d’inchiesta. Chi ha deciso, ha tenuto conto della “lunga memoria” del clan dei casalesi? Sa che Michele Zagaria, che ha considerato Ruotolo suo nemico, non intende collaborare con lo Stato e cova rancore?”

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