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A chi fa paura la stampa libera? Un convegno il 19 ottobre a Padova

 

A chi fa paura la stampa libera? Mai come in questo periodo l’informazione è sotto tiro: giornalisti minacciati, aggrediti, perquisiti, dileggiati, diffamati. C’è chi si augura la morte delle testate, c’è chi vuole abrogare per decreto l’Ordine, c’è chi mira a indebolire il cronista sequestrandone gli strumenti di lavoro e violandone il segreto professionale per arrivare alle sue fonti.

Cosa sta succedendo? Serve una mobilitazione nazionale e trasversale per arginare questa deriva antidemocratica e per certi versi oscurantista, per rivendicare il ruolo fondamentale in una società civile del giornalismo autorevole, di qualità, indipendente, garante della verità e capace di critica obiettiva (anche verso se stesso) nei confronti dei cosiddetti poteri forti e non solo.

Si parte da Padova, venerdì prossimo 19 ottobre, a Palazzo Moroni sede del Municipio (9.30-13.30) grazie all’iniziativa lanciata da Fnsi e Ordine nazionale dei giornalisti, e messa in campo dal Sindacato e dall’Ordine dei giornalisti del Veneto. Una città, Padova, scelta non a caso perché nel giro di circa un mese, da metà giugno a metà luglio, ha fatto da sfondo, suo malgrado, a due episodi preoccupanti: la perquisizione subita a casa e in redazione della collega del Mattino, Cristina Genesin, chiamata a rispondere del reato di rivelazione di segreto d’ufficio aggravata dal favoreggiamento mafioso per aver pubblicato a corredo di un suo servizio di alcune foto che ritraevano Riina junior intrattenersi nella città del Santo con alcuni pregiudicati  (con lei sono iscritti nel registro degli indagati, il direttore, il condirettore e un altro redattore) e i colpi di pistola (ben cinque) esplosi contro l’abitazione del collega Ario Gervasutti, caporedattore del Gazzettino: le indagini sono ancora in corso, era dal 1977 che in Veneto non si sparava contro un giornalista.  Ma gli attacchi alla libertà di stampa si sono ripetuti e si ripetono con una cadenza quasi quotidiana, da Brescia a Nuoro, da Genova a Pavia, da Salerno a Milano a Torino, a Palermo. Non solo perquisizioni ma anche aggressioni fisiche, querele bavaglio, intimidazioni criminali. Senza dimenticare la piaga dello sfruttamento sistematico del lavoro precario.

IL DIRITTO DI CRONACA E I SUOI NEMICI, difesa del segreto professionale, tutela delle fonti, informazione di qualità è il titolo che si è voluto dare all’incontro.

Al centro del dibattito l’articolo 21 della Costituzione, ovvero la libertà di stampa, il pluralismo democratico, il no al linguaggio d’odio e alle bufale, sollecitando un impegno corale, anche da parte del mondo politico e della società civile, nel garantire l’indipendenza dei giornalisti e attuare il principio costituzionale del diritto dovere di cronaca, anche attraverso un intervento legislativo che tolga una volta per tutte l’ambiguità sulla norma del segreto professionale.

La libertà di stampa è un bene comune da tutelare e condividere, come l’acqua, come la sanità, come l’istruzione.

A discuterne saranno l’avvocata Caterina Malavenda, esperta in diritto dell’informazione, il professor avvocato Salvatore Sica consigliere nazionale dell’Ordine degli avvocati e vicepresidente della Scuola superiore dell’Avvocatura, i presidenti nazionali dell’Ordine dei giornalisti e della Fnsi, Carlo Verna e Giuseppe Giulietti, il senatore.Vito Claudio Crimi, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Editoria, l’Avvocata Caterina Zambotto, presidente Giunta esecutiva ANM Veneto. Quindi le testimonianze dei cronisti Cristina Genesin,  Tiziana Simula, Rosaria Federico, Gianluca Paolucci e Salvo Palazzolo.

di Monica Andolfatto (segretaria del Sindacato giornalisti Veneto) e Gianluca Amadori (presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto)

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