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Danimarca. Colpo senza precedenti alla libertà di stampa. Deciso taglio di 400 posti di lavoro e chiusura 6 canali radio/tv

 

La DR, il Servizio Pubblico Danese taglierà  dai 375 ai 400 posti di lavoro e verranno chiusi ben 6 canali: 3 televisivi (su 6 totali) e 3 radiofonici (su 4 nazionali e molte radio regionali). Questa è  la conseguenza di un pacchetto di riforme sull’informazione avallate dalla coalizione di destra ora al Governo che include il taglio delle risorse economiche della televisione pubblica danese del 20% nei prossimi 5 anni. Sia  Federazione Europea dei Giornalisti (EFJ)  che il Sindacato Danese dei Giornalisti (DJ) hanno fermamente condannato la misura che molti definiscono una “vendetta” del Governo Danese contro la libertà di stampa. Un ruolo primario nel promuovere questi tagli è stato il DF,  il Partito del Popolo Danese, partito populista di destra che da sempre ha costantemente  screditato l’informazione pubblica e che sostiene l’attuale coalizione monocolore di governo di centro-destra.

Mogens Blicher Bjerregård, Presidente della Federazione Europea dei Giornalisti (EFJ) ha dichiarato: “Questo è un giorno tristissimo per il Servizio Pubblico Danese, ma non solo. I Servizi Pubblici sono sotto attacco in molti paesi europei. I tagli e le chiusure previste in Danimarca sono un pericolo per la democrazia. Considerando il contesto globale, con le piattaforme online chr si stanno velocemente diffondendo e fortificando in tutto il territorio europeo, nell’informazione c’è ancor più bisogno di pluralismo e questo incluse un Servizio Pubblico solido e forte.” 

Lars Werge, Presidente della Federazione Danese dei Giornalisti (DJ) ha aggiunto: “Innanzitutto la prima preoccupazione è per i nostri colleghi della DR, ma sono anche che mai come prima la politica sta cercando di mettere mano per definire che tipo di giornalismo e di notizie dovrebbe fornire il Servizio Pubblico Danese. Questo accade perché vogliono un’informazione pubblica più debole aspettandosi un rafforzamento dei media privati. Ma non c’è garanzia per questo.” 

Per le Federazioni  della Stampa Europea (EFJ) e Danese (DJ) l’altra preoccupazione è l’eliminazione del canone per Radio e Tv, che era la principale fonte di finanziamento per i Media pubblici danesi. Questo inevitabilmente renderà  il Servizio Pubblico fortemente dipendente dal budget statale, mentre il canone, come riconosciuto dagli studi dell’ EBU, rappresenta il mezzo migliore, tra tutti, per garantire l’indipendenza editoriale di ogni Servizio Pubblico e quindi Pluralismo e Libertà di Stampa.

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