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Auto-intervista

 

Si offende se la intervisto come un elettore medio di sinistra?
No, perché lo sono.

Partiamo dal PD?
Da quando è nato, la situazione è sempre peggiorata. Sono uno dei tanti fondatori e sono stato iscritto ad un Circolo per un paio di anni. Mi ricordo la noia delle riunioni, il ritardo con cui iniziavano, la supponenza dei giovani che lo dirigevano, ma anche la qualità di molti militanti che lo frequentavano. Dibattiti senza mai uno sbocco in iniziative concrete, ma solo interventi al microfono, metà sfoghi, metà riflessioni intelligenti.E poi, tutti a casa, con la sensazione di aver perso tempo. Il Circolo veniva gestito con la modalità di un negozio: si doveva “tenere aperto”, non tenere vivo. Ho proposto di offrire ripetizioni, organizzare eventi, fare concorsi fotografici, gemellaggi europei, ma la risposta dei “fumatori” (i giovani che si atteggiavano a intellettuali) era sempre la stessa: “interessante, ma ne dobbiamo parlare con più calma…”, ovvero un no travestito da forse.
Poi è arrivato Renzi…
Già non ero più iscritto al PD, ma l’avvento di Renzi mi ha allontanato anche come elettore. Quando ho sentito che voleva cercare i voti a destra, pensai che avrebbe dovuto fare cose di destra per piacere a quell’elettorato. E infatti ha giocato sullo slogan “meno tasse” come B  togliendo l’Imu ai benestanti e lasciando le città senza soldi, ha abolito l’art. 18 svendendo gli operai per un bonus di 80 denari, fino ad aver tentato di cambiare la Costituzione in senso autoritario. Troppo.
Che futuro ha la sinistra con questa destra montante?
Stiamo correndo un rischio enorme. Ma Zingaretti è una speranza.  Certo, i renziani difenderanno con i denti il loro potere e ci sarà un congresso molto duro per rimuoverli. Ma se il presidente del Lazio dovesse prevalere, sarà forse l’unico segretario a poter realizzare una riunione a sinistra, proprio per le sue doti umane e la sua intelligenza politica. Che dovrà esprimersi riportando il partito sulle tutele degli ultimi, non sul taglio delle tasse ai benestanti, correggendo l’ingiustizia sociale cresciuta in modo inaccettabile in questi ultimi anni.
Quali idee guida dovrebbe lanciare una nuova sinistra per ritrovare il suo elettorato?
Per costruire una comunità dobbiamo riscoprire l’orgoglio del dovere e della responsabilità personale. Di tutti. L’impegno è fornire buoni servizi pubblici e buona manutenzione del patrimonio pubblico, con una grande attenzione all’ambiente. Povertà e disoccupazione sono eversive: chi non ha il necessario inizia ad odiare la democrazia che lo ignora e a sostenere chi la vuole distruggere.

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