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Palermo piange una donna che ha lottato per ottenere verità e giustizia per il fratello Paolo

 

E’ morta Rita Borsellino, sorella del magistrato Paolo, ucciso nel 1992 dalla mafia. Aveva 72 anni, farmacista, la più piccola di quattro fratelli.  Era malata da tempo  e dopo una lunga battaglia si è spenta  nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Civico di Palermo. Una vita fortemente segnata dall’impegno umano e politico che l’hanno resa un vero esempio per una Sicilia che ha fortemente sognato il cambiamento. Ha saputo rappresentare i siciliani onesti attraverso parole semplici e dirette, evitando quei sensazionalismi tanto cari a molti politici e che spesso diventano il ripiego di facili promesse del momento. Le sue battaglie per i giusti, la sua integrità morale e il suo entusiasmo hanno portato in auge una Sicilia fatta di comunione di intenti. Il 18 luglio –vigilia dell’anniversario di Via D’Amelio- malgrado fosse costretta a camminare su una sedia a rotella, decide di partecipare insieme ai nipoti, presenziando vicino a quell’ulivo simbolo di onestà, trasparenza e forza. Non si è mai arresa per la morte del fratello Paolo, ha cercato fino all’ultimo risposte in merito alla strage di Via d’Amelio, raccontando nelle scuole la sua storia, la sua vita e sottolineando che Paolo Borsellino “non era un eroe, ma un uomo che non scendeva a compromessi”.

Oggi Palermo piange una donna che ha lottato per ottenere verità e giustizia per un fratello strappato alla vita ingiustamente, che fino all’ultimo ha cercato risposte in una nube che ancora oggi avvolge quelle stragi in una fitta cortina di mistero. Ha mantenuto un’integrità d’animo anche dinnanzi ai silenzi per una verità deviata, distorta e troppo lontana dall’essere raggiunta. Ci piace immaginare che adesso Rita abbia riabbracciato il fratello Paolo, con il sorriso di chi si è finalmente ritrovato dopo tanti anni, come se tutto non fosse mai stato spazzato via con prepotenza da una strage ingiusta che ha gettato nel dolore e nello sconforto un’Italia intera, riempiendo di sangue le strade di Palermo e seppellendo per sempre le speranze di chi credeva in un paese migliore. Ci piace immaginarla così Rita,con  le lacrime di gioia di chi ha saputo finalmente quella verità tanto ricercata in questi lunghi anni nel corso dei processi, tanto dibattuta nelle sentenze di condanna o di assoluzione, articoli di giornale, conferenze e ipotesi ma hanno mantenuto una costante: “chi ha voluto la morte di Borsellino e Falcone? Perché?”

Fonte: “La voce di New York”

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