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La barbarie dell’esercito israeliano nella quarta giornata della Marcia del ritorno

 

L’esercito israeliano ha ucciso 4 Palestinesi, incluso un bambino, nel corso delle proteste popolari tenutesi nel perimetro
Est del territorio di Gaza. Era il quarto venerdì consecutivo, parte della Grande Marcia di protesta per il Ritorno.
Muhammed Ibrahim Ayyoub, di 14 anni, cui l’ esercito israeliano ha sparato alla testa venerdì scorso nel nord di Gaza è
il quarto bambino tra gli oltre 30 uccisi durante le proteste dal 30 marzo 2018. ( da fonte Defence Children International
aprile 2018). Vi è un video che mostra il momento nel quale Ayyoub cade al suolo dopo essere stato colpito. L’ Ufficio
OCHA ( Office ONU for Humanitarian Affairs) ha dichiarato che il bambino non poneva alcuna minaccia alla sicurezza
e si trovava a 50 metri dalla recinzione.
Nickolay E. Mladenov inviato ONU per la pace in medio Oriente, ha detto : “ è inaccettabile sparare sui bambini” ed ha
aggiunto: “ questo tragico evento deve essere sottoposto ad indagine”.
Gli altri 3 Palestinesi uccisi erano:
Abu Aquel di beit Hanoun nel nord di Gaza, è stato colpito nella parte posteriore della testa durante le proteste al campo
profughi di Jabaliya. Circolano delle foto sconvolgenti su come una parte della sua testa sia stata staccata dal proiettile.
Secondo l’associazione per i Diritti Umani di Gaza, Al Mezan, Abu Aquel “ era seduto a 150 metri dalla recinzione ed era
di spalle alle forze di occupazione israeliane, quando lo hanno ucciso” venerdì scorso. Abu Aquel camminava con le
stampelle dopo essere stato ferito l’ 8 dicembre 2017 nel corso delle proteste seguite all’ annuncio Usa su Gerusalemme
dichiarata capitale di Israele.
Al Mezan ha dichiarato che l’ uccisione di Abu Aquel, disabile, non poneva alcuna minaccia all’ esercito israeliano non
solo per la distanza ma per la presenza di fortificazioni e paratie e richiama alla memoria l’ uccisione per mano israeliana
di Ibrahim Abu Thurayya che era su una sedia a rotelle dopo aver subito l’ amputazione della gamba per una precedente
ferita inflittagli dall’ esercito israeliano.
L’ altra vittima Ahmad Rashad al – Athanna è stata colpito alla schiena e la terza vittima Saad Abd al-Majid Al Abu
Taha è stata colpita al collo e si trovava ad est di Kahn Younis.
Il Ministero della Sanità palestinese ha riferito che vi sono stati 700 feriti durante la protesta dell’ ultimo venerdì , 4 dei
quali in gravi condizioni.
Al Mezan fa appello alla “ la comunità internazionale perché si muova da una semplice condanna ad un’azione efficace
per proteggere i civili e garantire il rispetto dei principi dei diritti umani e la legge internazionale”
Al Mezan ha aggiunto che il continuare a tollerare il comportamento di Israele “incoraggia le forze israeliane a violare
sistematicamente la legge internazionale”
Il Direttore del pronto soccorso di Al-Shifa, il maggiore ospedale a Gaza, ha dichiarato che la maggior parte delle ferite
era “causata da munizioni per lo più mirate agli arti inferiori, che hanno provocato la frammentazione di larghe parti
delle ossa, tagliando vene, nervi e muscoli e perdita di tessuti”
L’ ospedale ha riportato l’ osservazione dall’ inizio della Grande protesta per il Ritorno del 30 marzo, di“ un nuovo tipo
di ferite nella quali il punto di entrata del proiettile è piccolo mente il punto di uscita lascia un grande buco”
Anche gli effetti dei lacrimogeni sono gravi: perdita di coscienza, gravi crampi e condizioni respiratorie che richiedono
urgente sedazione, ventilazione e sostegno alla respirazione”
Il gruppo di Medici Senza Frontiere ha inoltre osservato “ferite straordinariamente gravi e devastanti nelle ultime 3
settimane” “ il numero di pazienti trattati nelle nostre cliniche nelle ultime 3 settimane è superiore a quello che abbiamo
trattato in tutto il 2014 quando l’ operazione militare israeliana “margine protettivo” è stata lanciata sulla Striscia di
Gaza” ha dichiarato MSF giovedì.
“I proiettili hanno letteralmente polverizzato i tessuti degli arti inferiori” ha dichiarato in conferenza stampa MarieElisabeth
Ingres, responsabile Medici Senza Frontiere in Palestina, “ la maggior parte di loro rimarrà disabile a vita”.
Jamie McGoldrick deputy coordinator per l’ ONU in Medio Oriente nel processo di pace, ha dichiarato giovedì” l’
aggravarsi della crisi umanitaria è una crisi che si aggiunge a quella che è già una catastrofe”.
L’OCHA (ufficio Onu Coordinamento Affari Umanitari) ha messo in evidenza come “ l’ esposizione alla violenza nelle
ultime 3 settimane ha gravi ripercussioni sulla salute mentale e psicosociale specialmente dei bambini”.
Israele continua nella sua narrazione che la mortale repressione della protesta che è disarmata è necessaria per difendere
i suoi confini e i suoi civili da disordini usati da Hamas come copertura per il terrore.
Ma nessun soldato o civile è stato mai toccato dalle protesta della Grande marcia del Ritorno.
13 giornalisti palestinesi sono stati feriti dalle pallottole dei soldati israeliani mentre lavoravano per documentare la
protesta, incluso il giornalista ucciso 2 settimane fa. “ E la maggioranza di loro indossava chiari indicatori STAMPA
(PRESS) al momento del loro ferimento “ ha scritto il Comitato per la Protezione dei Giornalisti in una lettera inviata al
primo ministro israeliano Netanyahu.
Un report di Human Right Watch sostiene che la “ violenza letale di Israele contro le manifestazioni dei Palestinesi
durante la Grande Marcia per il Ritorno è stata premeditata, è illegale secondo la legge internazionale e è stata ordinata
dai più alti livelli del governo”.

Flavia Donati. Rete Romana di Solidarietà con il Popolo Palestinese

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