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Luppi, un saluto romano non premeditato

 

Nessuna premeditazione. Per questo il Tribunale sportivo territoriale ha squalificato per soli 8 mesi (anziché un anno e l’interdizione all’accesso alle strutture federali, come richiesto dalla Procura) per Eugenio Maria Luppi, l’attaccante che dopo un gol a Marzabotto festeggiò con il saluto romano. Il “bomber” sotto la divisa indossava una maglia della Repubblica di Salò, ma per i giudici sportivi nemmeno questo elemento ha fatto scattare la premeditazione del gesto. Il giocatore (che nel frattempo è stato “promosso” di categoria passando dal Futa 65 in seconda categoria al Borgo Panigale, in Promozione, malgrado le proteste di Cgil e Anpi) aveva sostenuto di essersi messo la prima maglia che gli è capitata a tiro. Che era quella con l’aquila della RSI. Curioso indumento da indossare per una trasferta in una città martire come Marzabotto.
Ora Luppi avrà 8 mesi per ripensare al suo gesto. I giudici sportivi hanno impiegato ben 4 mesi per arrivare a questa squalifica. Il tempo non sempre è galantuomo.
Ad maiora

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