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Madres contro le sparizioni forzate

 

L’Università degli Studi di Milano conferisce la laurea ad honorem in Relazioni internazionali a Vera Vigevani Jarach, Estela Barnes de Carlotto e Yolanda Moran Isaias

Vera Vigevani Jarach ha i capelli avvolti nel fazzoletto bianco delle Madri di Plaza de Majo. Estela Barnes de Carlotto e Yolanda Moran Isaias tengono appuntate sul petto le foto dei figli desaparecidos. Tre madri coraggio dell’America Latina sono sul palco dell’aula magna della Statale di Milano per ricevere la laurea magistrale honoris causa in Relazioni internazionali. La ricevono per l’impegno nella difesa dei diritti umani nei movimenti, nati in Argentina e in Messico, per le vittime delle sparizioni forzate.
«Sono donne con un’incredibile forza e una grande tenacia, capaci di prendersi per mano e camminare insieme, da anni, senza sosta, affrontando la paura, il silenzio, l’angoscia e l’immenso dolore», legge nella laudatio Ilaria Viarengo, docente del dipartimento di Studi internazionali. È commossa, e lo sono anche le Madres mentre vengono proiettate le immagini di più di quarant’anni di lavoro in Sud America. I momenti emblematici ci sono tutti: le foto di chi non ė più comparso e la marcia, la ronda come la chiamano, che porta fino alla Casa Rosada ogni giovedì a Baires. Fino ad arrivare agli scatti che immortalano le reazioni in piazza dopo la sentenza sull’Esma – la scuola militare trasformata in luogo di detenzione clandestino per circa cinquemila desaparecidos – che ha riconosciuto i voli della morte e condannato i generali responsabili.

«Sono una nuova Antigone collettiva, impegnate ciascuna di loro per tutti i giovani desaparecidos in quella che finisce per diventare una linea politica avente come pilastri della vita sociale memoria, verità e giustizia», legge Enrico Calamai, console a Buenos Aires tra il 1972 e 1977.

Le Madri Coraggio dell’America Latina. Tutte e tre hanno perso un figlio. Franca, la figlia di Vera Vigevani, scompare il 25 giugno 1976, a tre mesi dal golpe. È portata nelle stanze dell’Esma dove per un mese subisce torture e interrogatori. Incontra il suo destino final in un volo della morte. Laura è la figlia di Estela Barnes de Carlotto. Studentessa di storia e miliante nella Gioventù Peronista, è sequestrata il 26 novembre 1977, incinta di tre mesi. Dan Jeremeel Fernandez Moran è il figlio di Yolanda. Scompare il 19 dicembre 2008 nella località di Torreon, in Messico. Doveva andare a prendere i suo cinque figli e non è mai arrivato a destinazione.

Tutte hanno preso parte ai movimenti contro le sparizioni forzate. Per due di loro, l’anno cruciale è la dittatura di Videla in Argentina. Vera ora è presidentessa delle Madres de Plaza de Majo-Linea Fundadora. Estela delle Abuelas de Plaza de Mayo, il movimento nato nel 1977 per ritrovare l’identità dei figli delle ragazze in gravidanza sequestrate e in seguito uccise dal regime. I bambini erano affidati ad altre famiglie: fin’ora ne sono stati ritrovati 127. Estela, dopo più di trent’anni di ricerca, ha ritrovato suo nipote Guido. Yolanda viene dal Messico: negli ultimi dieci anni gli scomparsi sono oltre 34mila, persone fatte sparire dalla violenza delle organizzazioni criminali e dai loro complici all’interno delle istituzioni. Le cerca con Fundem, l’organizzazione di cui fa parte.

«Ci siamo prese la mano e abbiamo iniziato a camminare insieme. Siamo diverse ma unite in una stessa battaglia», racconta Estela quando prende la parola. E Vera continua: «Siamo un modello femminile di resistenza. Scendevamo in piazza allora o continuiamo a farlo. Diciamo nunca mas, mai più silenzio».

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