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Marche, disparità sismiche

 

Durante il week end in corso, a detta del responsabile del cantiere, inizierà la consegna di 125 prefabbricati, denominati moduli SAE (Soluzioni Abitative in Emergenza) commissionati dalla Regione Marche al Consorzio Stabile Arcale di Firenze, patrocinato dalla Protezione Civile. Collocati nell’area assegnata di Le Piane, conterranno una parte degli abitanti di Pieve Torina.

Alla vigilia dell’evento annunciato, si stanno ultimando i trivellamenti per sistemare gli scarichi fognari e le tubature idriche. Casette “carette”, se si considera il prezzo al mq. di 6.750 Euro, comprensivo di opere di fondazione e urbanizzazione, a detta del consigliere regionale Giorgini. Nel cartello esposto, il costo ordinativo di fornitura è di euro 6.722.100, più 160.118 di oneri per la sicurezza. Una cifra che sembra un multiplo del prezzo unitario al mq. Dalle note, non si evince però il numero dei moduli effettivi corrispondenti. La metratura unitaria visibile è di mq 40, ma pare che ce ne siano di più grandi in allestimento. Sono strutture spartane in legno, che poggiano su basi rialzate di cemento. Sicuramente meglio che dormire in camper.

Peccato che a usufruirne per ora, saranno solo una parte degli abitanti di Pieve Torina, che ne conta circa 1400. E soprattutto, che gli altri comuni distrutti dopo i devastanti sismi del 30 ottobre 2016 e 18 gennaio 2017 (Visso, Ussita e Camerino nelle Marche, Norcia, Castelluccio e Preci in Umbria, Campotosto in Abruzzo, con la conseguente tragedia de la valanga di Rigopiano che uccise una trentina di persone) rimarranno ancora a lungo senza dimora, esposti al freddo delle roulotte oppure ospiti forzati di parenti e alberghi. Specie a Visso, i lavori eseguiti dallo stesso consorzio, procedono con evidente ritardo, in quello che, insieme a Castelluccio, appare il comune più martoriato dal terremoto. Le vecchie case sembrano bombardate, e le macerie continuano a ingombrare le aree adiacenti.

Qui non c’è più nessuno, tranne gli addetti ai lavori. Le attività commerciali si sono trasferite vicino al laghetto, per quali clienti non si sa, visto che anche i turisti hanno disertato questo ex paradiso da due anni ormai. La zona rossa è transennata, e ancora vengono giù pezzi di cornicione e calcinacci.

In questo paesaggio siriano, c’è anche chi non disdegna di curare i propri affari. Il cartello di un’immobiliare, è appeso proprio sopra un rudere squarciato. L’agente contattato al telefono, prospetta la possibilità di acquistare uno stabile che costava 370.000 euro prima del sisma, a prezzi scontati, entrando come parte attiva nel piano di finanziamento per la ristrutturazione. Allettante direi.

Secondo l’incaricato dell’urbanistica che ho incontrato nel cantiere SAE di Visso, le disparità della tempistica di consegna moduli, penalizza fortemente Visso e Ussita, che han subito la distruzione pressoché totale dei centri storici. Il ritardo dei lavori del consorzio Arcale, in queste zone, è inspiegabile, a fronte del fatto che Pieve Torina, pur avendo subito danni inferiori, stia già ricevendo le casette. A tal proposito, il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini ha deciso di sporgere denuncia, per violazione degli accordi contrattuali che prevedevano la consegna dei moduli entro dicembre 2017.

Allo stato attuale, ne sono stati completati solo il 10%. Consorzo Arcale.webloc Ora finalmente il tratto della Val Nerina che passa sotto le gole di Visso, è stato riaperto al traffico, e riesco a raggiungere Ussita, rimasta isolata per quasi 6 mesi. Qui il quadro è ancora più desolante; pochissime unità consegnate, l’accampamento di camper e roulotte è l’unico domicilio, per gli irriducibili che son voluti rimanere vicino alle macerie delle case che furono. Esposti ai prossimi geli.

Aa proposito di gelo, sono stato anche a Campotosto il mese scorso. Qui non è stato fatto assolutamente nulla, a livello unità d’emergenza e rimozione macerie, che sono tutte lì, a ingombrare vicoli e piazzette.

Il paesino non esiste più, sono state demolite 60 case, altre 150 attendono di subire la stessa sorte. Secondo il sindaco Luigi Cannavicci, gli abitanti non sono autorizzati a recuperare i loro effetti personali, non è stata stabilita una data per le gare d’appalto ai fini della ricostruzione, e la Protezione Civile deve ancora fare un sopralluogo. La gente sfoga la propria impotenza, scrivendo sui muri appelli colmi di rabbia e rassegnazione. Uccisi dal silenzio. E dalla burocrazia di uno Stato che ancora non riesce, o non può, in un territorio così nervoso come il nostro, a organizzare un piano d’aiuti consono alla gravità di questi cataclismi.

Evitando di creare disparità di trattamento, tenendo sotto controllo abusi e sciacallaggio, che continuano a costellare le cronache giudiziarie. Crimini che, a causa della nuova legge sulle intercettazioni varata di recente, rischiano di aumentare, per via dei paletti aggiuntivi posti al lavoro di una magistratura sempre più frustrata. Che, da adesso in poi, non potrà più contare sulla trascrizione di conversazioni che elementi esterni alle procure ritengano superflue.

© Tutte le foto sono dell’autore 

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