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Friuli Venezia Giulia. Pessima accoglienza in alcuni comuni per chi fugge da torture

 

“Sono arrivato in Italia aggrappato a un camion. Mi sono legato tra le due ruote e ho sperato di arrivare. Ora va molto meglio, dormo nell’hub della caserma Monti qui a Pordenone. Voglio finire gli studi all’Università e poi trovarmi un lavoro. Li vedo anche io quelli che dormono che in accampamenti di fortuna, l’ho vissuta pure io questa esperienza. Ed è dura, molto dura. Certo, dopo quello che abbiamo passato è solo un’altra tappa del viaggio”. Ha poco più di venti anni, arriva dal Pakistan come tanti di quelli che ho incontrato. Ci sono anche afghani però. Ad accompagnarmi in questo girone infernale, tra tende di fortuna, gente che vive in auto abbandonate o nascosta nel cosiddetto bronx, sono donne e uomini che ogni giorno fanno il giro della città per dare conforto a queste persone, per dar loro una mano. Gli portano vestiti e coperte soprattutto. Capita spesso infatti che durante il giorno la municipale smantelli questi accampamenti di fortuna e portare via quel poco c’è. Anche le coperte. E’ successo più volte. Non bastasse questo ci sono stati anche episodi di violenta intolleranza da parte di gruppi razzisti. Il sindaco Ciriani dichiara che “aprire un dormitorio per queste persone non farebbe che attirarne altre”. E attacca chi aiuta, definendo le volontarie come “scafiste di terra”.

Alcuni di questi giovani hanno subito torture dalle polizia di confine nell’est europeo. Serbia, Ungheria, Croazia, ma anche in Iran hanno subito maltrattamenti, se così si possono definire. Aggrediti con i taser, che loro chiamano “elettroshock”, picchiati con i manganelli e lasciati senza nulla al freddo. E’ questa la realtà che vive chi si sobbarca viaggi lunghissimi, cari e pieni di insidie. Amnesty International (https://www.amnesty.it/migranti-richiedenti-asilo-pordenone-gorizia-politiche-disumane/ ) ha emesso un comunicato in cui critica apertamente le politiche di non accoglienza in Friuli Venezia Giulia. E la risposta piccata dei sindaci non si è fatta attendere.

In un reportage video, le storie incredibilmente dure che raccontano questi giovani

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