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Breve storia del 4 ottobre: giornata del Patrono d’Italia e per la pace ed il dialogo

 

“Dobbiamo ripristinare la festa nazionale di San Francesco e trasformarla nella giornata del dialogo tra credenti, diversamente credenti e non credenti, nel segno della reciproca inclusione…”, questo era il sogno di padre Nicola Giandomenico, voce profetica e lungimirante che, per decenni, ha
segnato la vita del Sacro Convento e dei suoi visitatori.

Sembrava un’idea suggestiva, ma senza futuro, perché il 4 ottobre, dedicato al santo patrono d’Italia, Francesco, era stata “declassata” da festa nazionale, con totale sospensione di ogni attività, a festa civile. La decisione era stata assunta da uno dei tanti governi Andreotti, a seguito di un accordo tra le parti sociali, per l’aumento delle giornate lavorative. Riaprire i termini della questione, sia pure in modo parziale, sembrava impresa impossibile.

L’intuizione di padre Nicola conquistò, nel tempo, l’adesione dei diversi “padri custodi” di Assisi, delle Famiglie Francescane, dei legati pontifici, dei rappresentanti delle altre religioni, di gran parte delle forze politiche. Se non era possibile reintrodurre la festa nazionale, come nel passato, almeno si
doveva puntare ad ottenere il riconoscimento di festa civile rafforzata, per usare l’espressione tecnica, dedicata ai santi patroni, ma anche “Giornata nazionale per la pace ed il dialogo”, caratterizzata da iniziative improntate alla conoscenza delle diversità, alla costruzione dei ponti
dell’accoglienza, all’incontro tra esperienze e identità diverse, ma unite dal desiderio di costruire comuni progetti di pace e di solidarietà.
Alla fine la gioiosa follia di padre Nicola è diventata realtà. Grazie a Giovanni Bianchi, parlamentare, all’indomabile impegno di padre Enzo Fortunato e al mio supporto siamo riusciti a far approvare la legge. Per qualche anno la Giornata del dialogo, tranne che ad Assisi e in poche altre località, è stata
celebrata in modo rituale, quasi burocratico. Oggi è stata ripresa con determinazione e senza tentennamenti dal ministro Fedeli. Quest’anno sarà diverso, perché la rivista San Francesco ha scelto di rilanciare questa giornata, perché il ministro Fedeli ha deciso di promuovere ovunque questi momenti di incontro e dialogo, perché Assisi ospita prima il Cortile di Francesco e poi una iniziativa dell’associazione Articolo 21, dedicate ai “Costruttori di ponti”, perché, infine, Papa Francesco, con le sue parole e le sue azioni, rappresenta il miglior testimone possibile dello “spirito” della giornata del dialogo e della pace.

Quest’anno il 4 ottobre tornerà alle origini di una festa che, in anticipo sui tempi, aveva indicato tra le priorità quella di non cedere agli “industriali delle guerre e della paura” e di favorire, invece, tutti i sentieri dell’inclusione sociale, dell’integrazione, della giustizia sociale e, naturalmente, non solo il 4 ottobre, ma tutti i giorni del calendario.

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