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Giovanni Franzoni. Qualche flash sulla vita e le opere di un “cattolico marginale”

 
di Luigi Sandri

Tratteggiare pur velocemente, a pochi giorni dalla sua scomparsa (13 luglio), la vita e le opere di Giovanni Franzoni, è impresa ardua. Siamo ancora immersi nella commozione, nei ricordi, nel pensiero della veglia che, accanto alla sua bara, facemmo nel salone della Comunità cristiana di base (Cdb) di san Paolo la notte tra il 14 e il 15 luglio e, poi, nella rivisitazione delle immagini toccanti del funerale che, sabato 15, vide tantissime persone raccolte nel salone del Centro anziani del parco Schuster, a lato della basilica ostiense. E così abbiamo dato l’ultimo saluto al nostro Giovanni, di fronte – ma non dentro! – a quella basilica e a quel monastero ove fu abate dal marzo 1964 al luglio 1973, quando da pressioni ecclesiastiche fu “costretto” a lasciare quell’alta carica, in forza della quale era stato “padre” del Concilio alle ultime due sessioni del Vaticano II, e anche membro della Conferenza episcopale italiana (Cei).

A tempo debito, sarà necessario ripercorrere più attentamente e più ampiamente l’intera sua esperienza, anche perché non si disperda una testimonianza umana ed evangelica che riteniamo preziosissima, e che l’angelo della morte non dovrebbe occultare. Intanto, però, presi dall’urgenza di mettere insieme almeno alcuni spezzoni della sua vita, e volendo rispondere a domande di nostri lettori e lettrici, qui e ora cerchiamo di rivisitare alcune tappe più decisive della sua esistenza, e segnalare alcune sue opere. Dunque, pochi flash che, però, possono illuminare un cammino e fare intuire il “chi è” del nostro indimenticabile Giovanni… Continua su confronti

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