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Premio per la Pace a Giusi Nicolini e ad Sos Mediterranee. “Dedicato a chi non ce l’ha fatta e a Gabriele del Grande”

 

“Sono felice, certo. Sono felice soprattutto perché questo premio significa che accogliere le persone è un gesto di pace. Significa che quello che Lampedusa ed i lampedusani fanno fa da sempre, è il un gesto che costruisce la pace. È un segnale importante, da un valore politico importante all’accoglienza in questo periodo terribile in cui c’è un attacco feroce ai valori della solidarietà.” Giusi Nicolini racconta del premio per la pace che le ha conferito l’Unesco con voce emozionata, confusa tra i suoni dell’aeroporto di Palermo dove aspetta di imbarcarsi. “Sono felice, è davvero un onore straordinario che voglio dedicare alle vittime, ai morti di cui nessuno parla, a tutti quelli che non ce l’hanno fatta a raggiungere l’Europa”.

Si legge nelle motivazioni: “Da quando è stata eletta sindaco nel 2012, Nicolini si è distinta per la sua grande umanità e il suo impegno costante nella gestione della crisi dei rifugiati e della loro integrazione dopo l’arrivo di migliaia di rifugiati sulle coste di Lampedusa e altrove in Italia”. Il premio che è stato di Nelson Mandela, di Shimon Peres, di Yasser Arafat, ora è assegnato al sindaco di Lampedusa ed ad Sos Méditerranée “un’associazione europea che si occupa di portare assistenza a tutte le persone bisognose nel mar Mediterraneo” che l’Unesco premia “per aver salvato la vita a numerosi rifugiati e migranti e averli accolti con dignità”.

Ride Giusi Nicolini pensando all’equipaggio della nave Aquarius, la sola che questo inverno ha continuato a prestare soccorso ai barconi in difficoltà: “Quando li ho incontrati a Lampedusa, ricorda Giusi Nicolini, gli ho detto: siete dei pazzi a mettervi in questa impresa. Ora abbiamo unito le nostre follie condividendo questo premio”. Questo doppio premio assume un preciso valore politico nel momento in cui si accusano le Ong di collusione con i trafficanti? le chiedo. “Certo che è così, risponde, questo doppio premio afferma che la solidarietà è un valore universale, che la solidarietà costruisce la pace. Rappresenta un argine a questa deriva ignobile fatta di accuse intollerabili a chi salva le vite in mare. Accuse che riguardano le Ong, ma che colpiscono anche la Guardia Costiera che da sempre è impegnata nel Mediterraneo e che coordina tutte le operazioni di ricerca e soccorso. Stiamo assistendo ad un tentativo di capovolgere i valori della solidarietà, ai valori che uniscono e che sono alla base della convivenza civile. Ma io resto ottimista, non passeranno. Persone come Salvini che vogliono denunciare alla magistratura chi rischia la propria vita per salvare altre vite non vinceranno mai.”

La voce registrata annuncia il volo che porterà  Giusi Nicolini a Roma. Stasera sarà ospite a Gazebo per parlare del premio, di solidarietà, dei morti in mare e per ricordare Gabriele del Grande ancora in carcere in Turchia. “In questo premio voglio che ci sia anche lui e la richiesta della sua scarcerazione che deve essere gridata a gran voce da ognuno di noi. È incredibile che non si riesca ad ottenere la scarcerazione di Gabriele del Grande dalla Turchia, il paese col quale l’Europa ha firmato accordi per sei miliardi di euro per fermare i migranti. Dobbiamo mobilitarci tutti e pretendere che venga liberato.”

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