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Convenzione Rai: accolti dalla Vigilanza 6 emendamenti proposti da Articolo 21

 

La Commissione parlamentare di vigilanza Rai ha espresso il proprio parere sulla Convenzione decennale Stato – Rai che dovrà essere resa esecutiva dal Consiglio dei Ministri entro il 29 aprile. Il testo approvato dal Governo è stato parzialmente emendato dalla Commissione (relatore l’on. Vinicio Peluffo) al termine di un intenso ciclo di consultazioni degli stakeholder: dai vertici Rai all’EBU, dai ministeri competenti ai sindacati e alle associazioni che, a vario titolo, seguono le vicende del servizio pubblico. In particolare, ad Articolo 21 la Commissione ha chiesto una valutazione sullo schema di convenzione ed eventuali proposte di modifiche.

Mettendo a frutto gli esiti del concorso “Una nuova carta d’identità per la Rai” che ha impegnato diverse migliaia di studenti, abbiamo proposto degli emendamenti finalizzati a rafforzare la mission e la fisionomia del servizio pubblico di un paese dove più dell’80% della popolazione s’informa prevalentemente grazie alla televisione e che è al 77° posto nella classifica sulla libertà d’informazione, accanto al Benin e alla Guinea Bissau.

Con nostra grande soddisfazione, ben sei proposte di emendamenti sono state integralmente recepite nel testo approvato dalla Commissione di vigilanza. Le motivazioni – facilmente intuibili – che ci hanno spinto ad avanzarle sono state illustrate in un precedente articolo; pertanto, riportiamo di seguito i paragrafi della Convenzione e le relative integrazioni, indicate in grassetto.

Art. 1. Oggetto della concessione e definizione della missione di servizio pubblico radiofonico televisivo e multimediale

Comma 1. La concessione ha per oggetto il servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale da intendersi come servizio d’interesse generale, consistente nell’attività di produzione e diffusione su tutte le piattaforme distributive di contenuti audiovisivi e multimediali diretti, anche attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie, a garantire un’informazione completa e imparziale, nonché a favorire l’istruzione, la crescita civile, la facoltà di giudizio e di critica, il progresso e la coesione sociale, promuovere la lingua italiana, la cultura e la creatività, salvaguardare l’identità nazionale e assicurare prestazioni di utilità sociale.

Comma 5. La società concessionaria ispira la propria azione a principi di trasparenza, efficacia, efficienza e competitività e deve predisporre un piano industriale, un modello organizzativo e un piano editoriale, coerente con la missione e gli obblighi del servizio pubblico, che può prevedere la rimodulazione del numero dei canali non generalisti e abbia come obiettivo anche l’efficientamento dei costi, la piena utilizzazione e la valorizzazione delle risorse interne.

Comma 6. La società concessionaria è garante della qualità dell’informazione in tutti i generi della programmazione, secondo i principi di completezza, obiettività, indipendenza, imparzialità e pluralismo, anche delle fonti alle quali attingere le informazioni; pluralismo esteso a tutte le diverse condizioni e opzioni sociali, culturali e politiche, che alimentano gli orientamenti dei cittadini. La società concessionaria promuove le pari opportunità tra uomini e donne e assicura il rigoroso rispetto della dignità della persona, nonché della deontologia professionale dei giornalisti.

Comma 7a) L’informazione diffusa dalla società concessionaria deve altresì garantire la presentazione veritiera dei fatti e degli avvenimenti, inquadrandoli nel loro contesto, nonché l’obiettività e l’imparzialità dei dati forniti, in modo da offrire ai cittadini informazioni verificate e fondate e favorire la libera formazione delle opinioni”;

Art. 3 Obblighi del concessionario del servizio pubblico radiofonico, televisivo e multimediale e modalità di esercizio.

Comma d) La società concessionaria s’impegna espressamente a garantire un numero adeguato di ore di diffusione di contenuti audiovisivi dedicati all’educazione, all’informazione, alla formazione, alla promozione culturale, con particolare riguardo alla valorizzazione delle opere teatrali, cinematografiche, televisive, anche in lingua originale, e musicali riconosciute di alto livello artistico o maggiormente innovative….

La diffusione dei contenuti audiovisivi suddetti dovrà essere realizzata in modo proporzionato, su tutti i canali, a partire da quelli generalisti, in tutte le fasce orarie, anche di maggiore ascolto, e su tutte le piattaforme distributive non a pagamento di prodotti audiovisivi;

Comma l) La società concessionaria s’impegna a garantire la completa digitalizzazione, la conservazione e la promozione degli archivi storici radiofonici e televisivi, assicurando, anche attraverso il web, il più ampio accesso gratuito agli stessi;

Art. 13. Finanziamento del servizio pubblico

Comma 2. Il Ministero dello sviluppo economico predispone un piano triennale per la determinazione annuale delle quote di canone da destinare alla società concessionaria ai fini di una corretta individuazione dei costi rilevanti anche per la determinazione annuale dell’ammontare del canone d’abbonamento.

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