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Una storia economica d’Italia

 

Avevo conosciuto ormai troppi anni fa Pierluigi Ciocca alla Fondazione Einaudi. Erano gli anni Sessanta ed io mi ero dimesso qualche mese prima dall’ultimo giornale-era il Corriere della Sera- in cui avevo deciso di concludere il mio lavoro giornalistico fatto negli anni precedenti a Il Mattino di Napoli (ebbi come caporedattore l’ex direttore de Il Mattino negli anni del regime fascista  Arturo Assante e poi al Corriere Mercantile di Napoli ,quindi a La Stampa di Torino diretta da Giulio De Benedetti). E capii subito che il giovane laureato de La Sapienza voleva dedicarsi alla storia comunista. Ed ora è arrivato sul mio tavolo, dopo quasi cinquant’anni da quel momento, un volume  pubblicato da Bollati Boringhieri che si intitola Ricchi per sempre? Una storia economica d’Italia.1796-2005. Ed  è con molto piacere che ne parlo brevemente per i lettori del mio sito preferito, Articolo 21 cui mi capita spesso in questi tempi grigi di continuare a collaborare.

Il libro è completo. Contiene un capitolo necessario sulla situazione dell’Italia prima dell’Unità, poi segue la nostra storia tenendo in duecento pagine le vicende storico-economiche della penisola fino al 1945. E dedica altrettante pagine al periodo successivo che è poi il lungo tempo della nostra repubblica fino ai primi anni del ventunesimo secolo.

L’autore cita prima di tutto un storico del quale possiedo anch’io l’opera e S.de Sismondi-Storia delle repubbliche italiane (Bollati Boringhieri) quindi evoca   un economista che anche chi scrive considera molto importante che è Shumpeter e successivamente fa vari ed opportuni  riferimenti a  Carlo Maria Cipolla.

Insomma il mondo da cui questo storico proviene è molto vicino a quello anch’io mi riferisco ed è il mondo dei liberali che amano il socialismo ma non vanno oltre Carlo Rosselli e Silvio Trentin.

Il libro lo consiglierei ai giovani che vogliono capire i problemi non solo economici e sociali ma anche politici e giuridici dei tempi procellosi in cui ci capita di vivere e sono sicuro che non saranno delusi se arriveranno alla pagina 377 in cui il libro si conclude.

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