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Il giornalismo d’inchiesta, il Premio Morrione e la Rai

 

Tra le tante cause della crisi della professione giornalistica un ruolo particolare va riservato alla difficoltà estrema e ormai globalmente diffusa che si incontra nel realizzare inchieste in modo libero e efficiente…
Non sono solo i pericoli oggettivi – dalla possibile offesa diretta, nelle varie forme di gravità, fino alla minaccia economica sotto forma di querela temeraria – che giornalisti e giornali temono: ancora più diffusi sono le carenze di risorse, di tempo, di volontà, e anche di competenze: tutti strumenti indispensabili per fare bene quella parte del mestiere, tra le più nobili, che consente di contribuire al bene comune, di opporsi ai crimini sociali, di essere davvero il “cane da guardia” della democrazia.
Giunto alla sesta edizione, il premio intitolato a Roberto Morrione – un collega RAI, scomparso prematuramente, che ai giovani e all’inchiesta dedicò grande attenzione – si propone di incentivare questa attività giornalistica premiando i migliori progetti, video o webdoc, di giornalisti under 31 anni. I temi sono quelli della cronaca nazionale e internazionale, rilevanti per la vita politica, sociale o culturale dell’Italia: attività delle mafie e delle organizzazioni criminali, traffici illegali (rifiuti tossici, armi, esseri umani, droghe, ecc.), attività di corruzione e intimidazione, attività di organizzazioni segrete o clandestine con progetti eversivi o terroristici, nonché ogni tipo di violazione dei diritti umani.
A ciascun progetto viene affiancato un tutor esperto, e gli si garantisce la necessaria assistenza tecnica e legale, un finanziamento di 4.000 euro, l’accesso ad un premio finale per ogni categoria di ulteriori 2.000 euro, la messa in onda su RAINews24 e online sul sito, per il webdoc; più la possibilità di partecipare a festival e incontri in Italia e all’estero.
Per fortuna la RAI dedica all’iniziativa la necessaria attenzione, visto che presidente e direttore generale sono apparsi di persona alla presentazione degli ultimi quattro progetti selezionati, sui quali non si è saputo molto – per la necessaria riservatezza e tutela preventiva – salvo nomi e volti dei proponenti, quest’anno tutte ragazze, e i temi generali: l’inquinamento del Po, l’HIV, la malattia mentale, e la ‘ndrangheta.
Il giornalismo d’inchiesta è una vera attività di servizio pubblico, al quale la RAI potrà dare sempre maggiore attenzione nella misura in cui saprà rafforzare i caratteri e le specificità di questo genere a scapito della dipendenza di reti e testate autonome dal mero risultato di ascolto, non commisurato alla qualità e dignità professionale.
Il premio ha il Patrocinio della Presidenza della Camera dei deputati. È organizzato dall’Associazione Amici di Roberto Morrione e dalla RAI; è realizzato con il sostegno dell’otto per mille della Chiesa Valdese, della FNSI, della UsigRAI. RAINews24, RAI Radio3, TGR e il settimanale Internazionale sono media partner. Il premio è realizzato in collaborazione con Articolo21, RAITeche, UCSI, Il Journal, I Siciliani, Report, Scuola di giornalismo Lelio Basso, Premio Città di Sasso Marconi, Tavola della Pace, Libera Informazione, Osservatorio di Pavia.

Fonte: “Libera Informazione”

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