“Da giorni si susseguono su qualche quotidiano le indiscrezioni sul lavoro della Commissione Rai per il Codice Etico che si sta occupando della vicenda Ranucci-Report, ed in più di un articolo traspare la voglia matta di orientarne l’attività verso una punizione esemplare del
conduttore. È bene invece che la Commissione possa svolgere il suo compito senza indebite interferenze e senza che venga spinta a travalicare i suoi ambiti legittimi di azione”. Lo afferma Roberto Natale, consigliere di amministrazione Rai. “Perché è evidente che, se si comincia a indagare sulle ragioni che sono alla base di un servizio giornalistico, si va su un terreno scivoloso e deontologicamente sconfinato, che certo non potrà riguardare soltanto Report – prosegue -. Interviste a domanda concordata, passaggi tv privi di valore informativo, campagne a senso unico senza alcun rispetto per la completezza dell’informazione: sono tanti i modi in cui le regole della
professione possono essere calpestate. Se non vanno bene i presunti eccessi di aggressività giornalistica, non possono andar bene nemmeno i casi non infrequenti di una informazione inginocchiata e sterile. L’etica della professione è una cosa seria, non un randello di parte”. (Ansa)
