Emfa, la grande incompiuta

Meloni bestia ferita?

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Le bestie ferite sono le più pericolose perché, il più delle volte, per difendersi meglio diventano più aggressive. Sembra questa la scelta comportamentale adottata non da un animale ma dalla Presidente del Consiglio. Ogni giorno se la prende con qualcuno soltanto perché non la osanna o perché non conferma – per non dire che smentisce – quello che lei sostiene oppure nega i falsi risultati che dichiara continuamente di aver raggiunti e che si dimostrano falsi. La più clamorosa è stata la contrapposizione frontale al Presidente Mattarella utilizzando lo studio privato, sempre aperto per lei, del compiacente, allineatissimo Bruno Vespa. Io credo che non solo la totale coincidenza di vedute tra il Capo dello Stato e il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana cardinale Zuppi in materia di tutela della presenza nelle scuole dei giovani immigrati all’indomani della sua dichiarazione sulla limitazione al 30% delle loro ammissioni nelle classi l’abbia completamente spiazzata, ma il preciso riferimento all’articolo 34 della Costituzione. Carta che è il documento fondante della Repubblica Italiana e che per lei e i suoi sodali è peggio del fumo negli occhi. L’altra, non meno importante, l’accusa all’Istat, prestigioso istituto statistico italiano presieduto dal 2024 dal professor Chelli, indicato dallo stesso governo Meloni, di non fare gli interessi dell’Italia. Perché ha certificato che il governo ha mancato il programma di rientro dal deficit: calcolato al 3,1% avrebbe dovuto raggiungere almeno il 3%. Come si fa a dare la colpa a chi è solo un attento esaminatore dei conti, invece di criticare la spesa eccessiva di due miliardi e mezzo di euro sfuggito al controllo del Ministero dell’Economia e Finanza nel 2025? Prendersela sempre e comunque con chi è chiamato dallo Stato, dalle sue leggi, dalla Costituzione a effettuare seri controlli. Fallito il tentativo della primavera scorsa della riforma della Magistratura, grazie alla sonora batosta subita al Referendum, hanno continuato con la Corte dei Conti con il progetto di riforma del Ministro Foti che tende a limitare fortemente l’autonomia dei magistrati contabili. (Ricordate le severe osservazioni fatte sulle spese per il Ponte sullo Stretto e la reazione di Salvini?). Nessun controllo, potere esecutivo libero di fare quel che gli pare. Ma che idea di Stato hanno la Meloni e la sua maggioranza? O sarà che prendersela ogni giorno con un diverso organismo democratico dello Stato serve a distogliere l’attenzione dalla grave crisi sociale ed economica che attraversa il Paese? I salari più bassi d’Europa, la povertà crescente, la precarizzazione continua del lavoro, il taglio delle spese per il welfare in modo da poter destinare miliardi e miliardi agli armamenti, nel quadro della follia europea di prepararsi comunque alla guerra con la Russia (mentre tutti i sondaggi mostrano l’avversità degli italiani ad armi e guerre), il ritorno ad una cultura autarchica con i
provvedimenti del ministro Valditara che rendono irriconoscibile la tradizionale apertura al mondo della cultura italiana. Ma se tutto questo passasse grazie anche alla legge elettorale truffa, non sarebbe l’attuazione di un colpo di stato legalizzato? Infine: che peso hanno nelle decise, ripetute e sempre più destre esternazioni della Presidente Meloni i dati che periodicamente vengono forniti dalle società demoscopiche sulle intenzioni di voto degli italiani? Il problema non è Vannacci e la sua crescita. Il problema è che sta finendo la luna di miele che finora l’ha fatta andare con il vento in poppa. Sta finendo nei negozi di alimentari, al mercato, alle pompe di benzina, alle buste paga che non consentono a tantissimi di arrivare tranquilli a fine mese, nelle scuole, nei servizi sociali, negli ospedali. E la propaganda diventa, giorno dopo giorno, sempre più inefficace.


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