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L’escalation nel rapporto annuale di Italians for Darfur

Sudan: attacchi chimici, repressione stampa e crisi sempre più grave.
L’escalation nel rapporto annuale di Italians for Darfur

 

Le prove che documentano l’uso di armi chimiche in Darfur, per la prima volta presentate a un organo istituzionale, e i nuovi fronti di conflitto in Sud Sudan, sui Monti Nuba e nello Stato del Blu Nile, le novità che hanno caratterizzato l’ultimo anno delle crisi in Sudan che saranno illustrate oggi 23 febbraio, alle 13,30, in audizione al Senato in Commissione Diritti umani, presieduta dal senatore Luigi Manconi.
A quattordici anni dall’inizio del conflitto in Darfur, che ha lasciato sul campo 300mila morti e oltre due milioni e mezzo di sfollati, la situazione in tutto il Paese si aggrava e si registrano nuovi picchi di violenze mentre in tutto il Sudan continuano a verificarsi atti di repressione contro i cristiani e gli oppositori, in particolare gruppi di studenti universitari che proseguono la mobilitazione contro il regime di Omar Hassan al Bashir. Centinaia le vittime.
Dopo l’illustrazione del rapporto sarà ascoltato in audizione il leader dell’opposizione in esilio in Francia, Abdul Wahid al Nur, presidente del Movimento di liberazione del Sudan.

Sarà invece proiettato in anteprima in Italia, venerdì 24 febbraio, alle ore 15, nella sede della Federazione nazionale della stampa, un docufilm di Kenneth Carlson, prodotto da Maria Shriver, realizzato sui Monti Nuba dove è in corso quello che è considerato il nuovo genocidio in Sudan.
Il film è centrato sull’attività dell’unico medico, l’italo americano Tom Catena, rimasto a occuparsi dell’ospedale Mother Mercy, punto di riferimento per quasi un milione di persone. Catena è stato considerato da Time nel 2016 tra le cento personalità più influenti al mondo.
La visione di questa importante opera giornalistica sarà preceduta da una conferenza sul caso Sudan, le implicazioni legate ai flussi migratori da queste realtà, candidate a essere partner UE per il migration compact, sulla repressione della libertà di stampa e le perquisizioni dei cristiani nel paese e negli altri stati africani della regione.

Antonella Napoli, giornalista e presidente di Italians for Darfur, nonché membro del Consiglio di presidenza di Articolo 21, farà un’analisi della situazione in Sudan, il classico caso di ‘crisi dimenticata’ su cui gran parte dell’opinione pubblica è disinformata nonostante la considerevole rilevanza geopolitica di questo Paese per l’Italia e l’Europa.
Spazio anche alla vicenda di 40 sudanesi rimpatriati forzatamente in Sudan nonostante fossero stati segnalati da Italians for Darfur, che ogni anno presenta nell’anniversario dell’inizio del conflitto nella regione occidentale dello stato africano, 23 febbraio 2003, il rapporto sulle crisi nel Paese.
Nella seconda parte della conferenza si discuterà di limitazioni della libertà di stampa. Mai come nell’ultimo anno i giornalisti di Sudan e Sud Sudan sono stati vittime di repressione continua della libertà di informazione e uccisioni.
Interverranno inoltre il segretario della Federazione nazionale della stampa Raffaele Lorusso, Jafar Alsabati, giornalista, rifugiato politico, minacciato di morte e sfuggito ai Servizi segreti, Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International e Chiara Lamberti, portavoce dell’Alleanza evangelica italiana.

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