“Non una di meno”: l’Italia si mobilita contro la violenza sulle donne

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Sono più di 100 ogni anno le donne uccise da un compagno, un amico o un conoscente. 3,5 milioni, invece, le vittime di stalking. Tante le iniziative in tutta Italia. La principale manifestazione domani a Roma

ROMA – Sono circa un centinaio ogni anno le vittime di femminicidio in Italia. Donne uccise nella maggior parte dei casi da un uomo, sia esso un compagno, un amico, un parente. Da gennaio 2016 a oggi la lista nera conta già 100 vittime, sono state 128 nel 2015. Numeri ancora più alti riguardano la violenza subita: secondo un’indagine dell’ Istat, sono circa 3 milioni e 466 mila le donne che dichiarano di aver hanno stalking, di queste 2 milioni e 151 mila indicano come autore un ex partner. Il 15,3 per cento delle donne, inoltre, ha subito più volte gli atti persecutori e quasi una su dieci li ha subiti nelle forme più. Ma il 78 per cento delle vittime non ha cercato aiuto presso servizi specializzati; solo il 15 per cento si è rivolta alle forze dell’ordine, il 4,5 per cento a un avvocato, mentre l’1,5 per cento ha cercato aiuto presso un servizio o un centro antiviolenza o anti stalking. Dati allarmanti che vengono diffusi oggi in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra in tutto il mondo

“Un’epidemia mondiale”. Secondo il progetto d’informazione internazionale “Small Arms Survey” le violenze psicologiche, fisiche o sessuali coinvolgono più di un terzo delle donne di tutto il mondo. Per il direttore dell’Oms Margaret Chan. “Questi dati rappresentano un messaggio chiaro: la violenza sulle donne è un problema sanitario globale”.

Non una di meno. E proprio per richiamare l’attenzione sul fenomeno sono tante le iniziative che si svolgeranno oggi e domani in tutta Italia, promosse da associazioni e privati. La manifestazione principale, però, sarà quella di domani a Roma dal titolo “Non una di meno” e organizzata dai centri antiviolenza D.i.r.e, Donne in rete contro la violenza. “Non accettiamo più che la violenza condannata a parole venga più che tollerata nei fatti – scrivono le organizzatrici -. Non c’è nessuno stato d’eccezione o di emergenza: il femminicidio è solo l’estrema conseguenza della cultura che lo alimenta e lo giustifica. E’ una fenomenologia strutturale che come tale va affrontata.La libertà delle donne è sempre più sotto attacco, qualsiasi scelta è continuamente giudicata e ostacolata. All’aumento delle morti non corrisponde una presa di coscienza delle istituzioni e della società che anzi continua a colpevolizzarci”. Il corteo partirà alle ore 14 da piazza della Repubblica.

Le iniziative delle aziende. Tra le altre iniziative, c’è quella a Firenze di Camst, azienda di ristorazione italiana, che promuove “Exit, uscite di sicurezza dalla violenza”, il primo vademecum aziendale di appunti e consigli utili per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne. Il progetto realizzato grazie alla collaborazione con Cospe Onlus e D.i.Re., Donne in Rete contro la violenza. A Bologna, invece, è stato realizzato un video  da tutti i collaboratori Ikea, in cui le protagoniste saranno le scarpe rosse, diventate simbolo della difesa delle vittime di abusi e di femminicidio grazie all’installazione di Elina Chauvet. Inoltre, dal 25 al 27 novembre l’1 per cento dell’incasso sui prodotti a marchio Coop andrà a 44 onlus che aiutano le donne vittime di violenza.

Da redattoresociale

 


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