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Accoglienza, proposta da Bologna: ai profughi le case sequestrate ai mafiosi

 

Il tema è stato affrontato dal consigliere regionale Antonio Mumolo (Pd) che sabato sera, alla festa dell’Unità di Bologna, ha presentato il progetto di testo unico per la legalità a cui sta lavorando la Regione. Non solo migranti, ma anche persone indigenti: “pensiamo di utilizzare questi immobili per finalità sociali”

BOLOGNA – Gli appartamenti sequestrati alla criminalità organizzata in Emilia-Romagna potrebbero essere utilizzati per dare una risposta all’emergenza abitativa e all’aumento dei profughi in arrivo. Il tema è stato affrontato dal consigliere regionale Antonio Mumolo (Pd) che sabato sera, alla festa dell’Unità di Bologna, ha presentato il progetto di testo unico per la legalità a cui sta lavorando la Regione. Nel testo unico, già approvato dalla Giunta e ora al vaglio dell’Assemblea legislativa, c’è un articolo riguardante le “azioni finalizzate al recupero dei beni immobili confiscati e all’utilizzo per fini sociali dei beni sequestrati”.

Già questo rappresenta “una grandissima novità – sottolinea Mumolo, relatore del progetto di legge – perché normalmente i beni sequestrati non vengono utilizzati, poiché potrebbero essere dissequestrati, quindi fino alla confisca rimangono lì”. Un bene in questa condizione “noi riteniamo invece di doverlo utilizzare”, afferma il consigliere del Pd: se da un lato “ci sono tantissimi appartamenti sequestrati vuoti in Emilia-Romagna”, dall’altro “abbiamo delle emergenze sociali, abbiamo tante persone povere che vivono per strada perché non c’è un luogo in cui farle dormire, perché i Comuni non riescono a dar loro un tetto. Abbiamo tantissimi profughi che arrivano in Emilia-Romagna e non abbiamo luoghi” a sufficienza per ospitarli.

Dunque, “pensiamo di utilizzare questi beni immobili, questi appartamenti – continua Mumolo – per finalità sociali: dare un tetto a chi non ce l’ha, dare una possibilità in più ai profughi che arrivano nella nostra terra”.
Però, c’è un però. “E’ chiaro che non possiamo farlo ristrutturando questi immobili. Devono essere immobili già utilizzabili – precisa il democratico – perché se poi dovessero essere dissequestrati e noi li avessimo ristrutturati, daremmo un valore aggiunto al proprietario e non è quello che vogliamo fare”. Ad ogni modo, tra i beni sequestrati “ce ne sono tanti che potrebbero essere direttamente utilizzati – afferma Mumolo – ed è quello che vogliamo fare, sperando che non ci siano questioni di natura giuridica a livello nazionale” che impediscano un’operazione di questo genere.

Da redattoresociale

Tag: migranti, accoglienza, Povertà

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