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Articolo21: “Torniamo a gridare #NoBavaglioTurco”

 

“Il tentato golpe in Turchia segue il modello tipico delle derive dittatoriali di stampo militare purtroppo ben note nella storia recente e passata del paese ma anche di altre aree vicine e lontane. E, come facilmente prevedibile, ha aperto la strada all’ennesima svolta repressiva del presidente Erdogan contro tutti gli oppositori, a cominciare da quello che il suo regime considera il nemico numero uno: giornalisti, media, blogger. E da parte loro anche i militari insorti avevano preso di mira le sedi di tv, oscurato i social, vietato ogni comunicazione verso l’esterno. Nessuno dei due contendenti ha di certo a cuore la difesa dei diritti civili e umani dei loro cittadini. Come sempre, la verità è la più forte nemica del potere”. Lo scrivono in una nota Elisa Marincola e Barbara Scaramucci, portavoce e presidente di Articolo21.

“Nei mesi scorsi abbiamo seguito con preoccupazione l’attacco crescente alla libertà d’informazione e di espressione, dagli arresti di giornalisti scomodi, alle condanne contro i giornali che pubblicavano inchieste sul governo, al commissariamento e successiva occupazione militare del gruppo editoriale Feza, che pubblicava il principale quotidiano del paese Zaman e gestiva l’unica agenzia di stampa in grado di monitorare capillarmente gli scrutini elettorali. Il suo proprietario, Fetullah Gülen, imam radicale ma anche avversario storico di Erdogan, ora viene indicato come ispiratore del putsch. Che sia vero o no, è un capro espiatorio perfetto per il “Califfo”.
Per tutti questi motivi Articolo 21 non lascerà soli le giornaliste e i giornalisti turchi, gli intellettuali, gli attivisti e tutti coloro che in Turchia, e in particolare nel territorio curdo, non si rassegnano a tacere e continuano a denunciare abusi e accendere luci sugli angoli più oscuri. Siamo e saremo sempre al fianco di Can Dundar e del suo giornale Cumhuriyet,della sua inviata Ceyda Karan, del presidente di RSF Turchia Erol Önderoğlu, dello scrittore Ahmet Nesin e della studiosa e attivista Sebnem Korur Fincanci, solo per ricordare gli ultimi obiettivi della repressione di Ankara.
Torniamo a gridare #NoBavaglioTurco, dedicando la copertina del nostro sito e dei nostri profili social; invitiamo alla mobilitazione tutte le organizzazioni per i diritti umani e la libertà di stampa e tutte le cittadine e cittadini che credono nell’articolo 21 della nostra costituzione Come Articolo 21 proponiamo di tornare subito tutti insieme sotto l’ambasciata e i consolati turchi a Roma e nelle principali città italiane, perché ad Ankara e Istanbul è in gioco anche il futuro della nostra democrazia e della nostra libertà”.

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