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‘Non lasciamo donne e bambine a bordo campo’. Campagna per interventi su povertà ‘sessista’

 

La povertà è sessista. I dati ce lo mostrano chiaramente: 62 milioni di ragazze al mondo non ricevono un’educazione. In Africa tre adolescenti su quattro che contraggono l’Aids sono ragazze. In Sierra Leone una donna incinta ha un rischio 183 volte maggiore di una gestante in Svizzera di morire durante il parto.
Per denunciare tutto questo 250 ‘youth ambassadors’ di 50 nazionalità diverse di ‘ONE’, organizzazione che opera con campagne e attività di sensibilizzazione per combattere la povertà, si sono ritrovati la scorsa settimana a Parigi per un flash-mob con il quale hanno inviato un messaggio ai leader mondiali e per chiedere di garantire a donne e ragazze pari opportunità e strumenti degli uomini investendo su di loro per favorire lo sviluppo delle società di cui sono espressione.
Tra i giovani protagonisti di questo evento anche Federico Sarri, 22 anni, nato a Magenta e residente a Corbetta e Chiara De Carlo, ventiduenne originaria di Nardò, attualmente a Londra, e molti altri italiani accorsi insieme a centinaia di attivisti provenienti da varie parti dell’Europa e dell’Africa per manifestare a margine del forum dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico riunitosi giovedì scorso a Parigi.
Vestiti di bianco, alla vigilia dell’inizio di Euro 2016, i 250 giovani hanno formato un enorme rettangolo di circa 700 metri quadrati, a simboleggiare un campo di calcio, contornato da striscioni con lo slogan: “La povertà è sessista. Non lasciamo donne e bambine a bordo campo”.
Grazie alla loro caparbietà sono riusciti a incontrare ministri e rappresentanti di governo e a portare le richieste all’attenzione di alcuni tra i paesi più ricchi del mondo.
Più che promesse, gli Youth Ambassadors di ONE chiedono ai leader mondiali di agire concretamente.
Una delle prime opportunità per dimostrare che è possibile eliminare la povertà estrema e le discriminazioni di genere è il rifinanziamento del Fondo Globale per la lotta contro l’AIDS, la tubercolosi e la malaria, stabilito nel corso del G20 a settembre in Canada.
“Noi Youth Ambassadors abbiamo un messaggio per i politici – sottolinea Federico Sarri, tra i 40 italiani presenti a Parigi – vogliamo azioni concrete per costruire un mondo migliore e con meno ingiustizie. Siamo andati a Parigi per incontrarli e portare il nostro messaggio di persona. La percentuale di persone che vive nella povertà estrema si è ridotta del 66% tra il 1990 e il 2012, in buona parte grazie alla cooperazione allo sviluppo. Siamo a buon punto, ma tutto questo non basta: possiamo raggiungere l’obiettivo di eliminare la povertà estrema solo se i leader del mondo daranno priorità ad investimenti verso ragazze e donne”.
La campagna ‘Poverty is Sexist’ vuole evidenziare che povertà e
discriminazione di genere sono interconnessi.
Per provare a cambiare questo stato di cose possiamo chiedere all’Italia di giocare la sua parte e rifinanziare il Fondo Globale firmando la petizione di One, che rilanciamo, su https://act.one.org/sign/fight_AIDS_TB_Malaria.

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